A caccia di sapori a Livorno, dal cacciucco al ponce

Un itinerario enogastronomico nella città

Luogo ricco di spunti gastronomici di sicuro interesse, Livorno rappresenta una tappa obbligata per gli amanti della buona tavola,anche e proprio per l’originalità delle sue proposte. Il re della cucina livornese è il cacciucco: la zuppa di pesce complessa da pepratare, che acquisisce il suo gusto deciso e particolare dal miscelarsi dei sapori dei pesci e dei molluschi con quello del pomodoro e del pane abbrustolito ed agliato. Ma tra i piatti delle tradizione troviamo anche un classico come le “triglie alla Livornese”, preparato con triglie (rigorosamente di scoglio) e pomodoro, la cui sapidità regala reali emozioni anche ai palati più difficili.

  • directions_walk
    Mezzo di trasporto consigliato
    A piedi
  • access_time
    Distanza da percorrere
    4 km

La visita alla Livorno dei sapori non può che partire al mattino di buon’ora dal Mercato Centrale, monumentale struttura realizzata dal Badaloni, la cui bellezza rischia di passare talvolta inosservata al visitatore, distratto dal caotico e colorito incontro tra venditori ed acquirenti. Qui, oltre ad una vastissima offerta di pesci, carni, spezie, frutta, verdura pane e prodotti enogastronomici di ogni tipo, è possibile trovare anche prodotti tipici della cultura ebraica, in ossequio alla presenza di una vasta comunità che a Livorno ha trovato, così come moltissime altre confessioni, la possibilità di vivere, lavorare e svilupparsi senza mai essere relegata in un ghetto.

Al mattino è facile farsi attrarre dall’invitante profumo dei “frati”, frittelle dolci simili solo nella forma a quelle reperibili nei bar di molte località italiane; per essere buoni, e qui lo sono, debbono essere leggerissimi, talmente lievitati da poter essere assimilabili ad una “boccata d’aria”.

Dal Mercato Centrale si prosegue a piedi verso lo storico quartiere “Venezia”, caratterizzato dalla presenza di un sistema di canali navigabili (anche mediante un battello ad uso turistico) di origine medicea, in città noti come “Fossi”; lungo il percorso si incontrano dapprima il variopinto mercato della frutta e della verdura e quindi numerosi luoghi di culto delle diverse confessioni presenti in città.

La cecina

Ma Livorno è città di mare ed allora è consigliabile una passeggiata sul bellissimo lungomare, magari oziando per un po’ nella storica terrazza Mascagni. E se moto ed aria di mare avranno acceso la voglia di uno spuntino, l’alternativa è tra una degustazione di frutti di mare in una delle tante rivendite specializzate o un “5 e 5”, gustosa focaccia farcita di torta di ceci, anche questa di facile reperibilità in piccole pizzerie generalmente vocate all’asporto e molto diffuse in città. Ovviamente, per chi ha più appetito, non manca un’ampia scelta di ristoranti capaci di proporre menù di assoluto interesse. All’ora di cena, magari dopo un pomeriggio dedicato alla visita del Museo Fattori o al Santuario di Montenero, è consigliabile dirigersi verso un locale capace di proporre i piatti tipici della cucina livornese. L’offerta è vasta e di qualità, equamente suddivisa tra osterie e ristoranti, in grado comunque di soddisfare anche i più esigenti.

Dopo cena la ricca offerta di locali del quartiere Venezia e del lungomare (privilegiati nella buona stagione) consente di trascorrere le ultime ore della giornata in attesa di chiudere con l’irrinunciabile “ponce alla livornese”, mitica bevanda a base di caffè, rhum e sassolino.
E per godersi il fresco, fare una passeggiata a cavallo o un’escursione trekking, a due passi da Livorno, nel Parco delle colline livornesi, c’è Collesalvetti, dove si può soggiornare presso deliziosi agriturismi in campagna e gustare una cucina di tradizione a base di prodotti tipici naturali e genuini.

Cover image credit: Giulia Scarpaleggia

&
Enogastronomia