Monumento dei Quattro mori

Il Barocco in Toscana

Un itinerario d'arte

L'età barocca in Toscana, che di fatto abbraccia un arco temporale compreso tra Sei e Settecento, sul piano artistico segna una decisa inversione di tendenza rispetto ai periodi che l'avevano preceduta.
Ad eccezione di alcune personalità di spicco, che comunque daranno lustro alla produzione artistica della Toscana, la regione, ormai stabilizzatasi anche sul piano politico sotto l'influenza di Firenze, vivrà di una stagione marginale e piuttosto provinciale rispetto alle cospicue innovazioni stilistiche ed ai modelli propositivi della grande stagione barocca. Quest'ultima trova la sua zona d'elezione a Roma, dove le arti figurative in genere attingono nuova linfa presso le corti principesche ed il papato, dettando tempi e modi per una revisione radicale, nell'architettura, come nella scultura e nella pittura, dei canoni e dei modelli che avevano informato gli artisti del Rinascimento. La committenza toscana, per far fronte alla fuga dei talenti impegnati a Roma ma anche in molte zone del Mezzogiorno, dovette rivolgersi ad artisti veneti, emiliani o comunque non toscani.
Soprattutto nel campo dell'architettura, quantunque non si sia interrotta la costruzione di ville e residenze, fu necessario avvalersi dell'opera di architetti forestieri quali lo Juvarra, il Bernini ed il Vanvitelli. Tuttavia, a tenere alto il nome degli scultori autoctoni, ecco emergere la figura di Pietro Tacca, autore, tra l'altro, dei Quattro Mori di Livorno, delle statue giganti della cappella dei Principi e delle fontane di Piazza SS. Annunziata a Firenze.
Altro nome di spicco è quello di Giovanni Battista Foggini, attivo a Livorno (chiesa della Crocetta) e a Firenze (chiese del Carmine e dell'Annunziata). Accanto a questi maestri va menzionato Giovanni Battista Caccini, che plasmò le sculture del Giardino di Boboli e che lasciò altre tracce della sua valentia a Firenze (chiese di S. Trinita e di S. Spirito).
Tra i pittori del tempo, si segnalano Pietro da Cortona, che attese alla decorazione a fresco di molte sale di Palazzo Pitti, Cristofano Allori, figlio di Alessandro, maturato dalle esperienze di artisti di scuola veneta ed emiliana, Matteo Rosselli, Carlo Dolci, Francesco Furini e Giovanni di San Giovanni, autore degli affreschi che ornano gli ambienti di Palazzo Pitti che ospitano il Museo degli Argenti.
Di una scuola più propriamente barocca in Toscana si può parlare a proposito del Ferretti, del Gherardini e del Sacrestani, che si rifecero alla lezione di Pietro da Cortona, Sebastiano Ricci e Luca Giordano. A partire dalla seconda metà del XVIII sec. ebbe notevole prestigio l'Accademia lucchese, che annovererà tra i suoi esponenti di spicco Pompeo Batoni.
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