Monte Argentario
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Argentario

Un promontorio selvaggio legato alla Toscana da due lingue di sabbia

Scogliere alte e rocciose con piccole spiagge e calette, tomboli di sabbia fine, natura intatta e selvaggia, una splendida laguna e il mare lambito dalle acque dell’Arcipelago Toscano: ecco l’Argentario, raffinatissima meta turistica che non vede mai scemare il fascino sprigionato dai suoi notissimi borghi marinari, da Porto Santo StefanoPorto Ercole e Orbetello, sino alla vicinissima Capalbio – appena al di là delle pendici del promontorio ma da sempre associata alla costa d’argento per prossimità e affinità. La vetta che si affaccia sul Tirreno protendendosi verso le isole di Giannutri e del Giglio è una sorta di isola mancata, che unisce al fascino della montagna quello del mare, alternando calette di acqua limpida a grandi terrazze coltivate a vite.

A dare il nome a tutta la zona è proprio il Monte Argentario, che tocca il punto più alto in corrispondenza di Punta Telegrafo (635 metri), e che è ricoperto da una folta macchia mediterranea intervallata dalle coltivazioni di olivi e viti. Il centro più grande è Porto Santo Stefano, che digrada in una pittoresca baia della costa settentrionale. Attorno al paese si incontrano splendide ville e antiche torri di avvistamento, mentre la costa, scoscesa e ricca di anfratti, è intervallata dal verde dei boschi costieri. Grazie agli approdi di Porto Nuovo e Porto Vecchio, il centro è interessato da un’intensa attività commerciale e turistica, il cui fulcro sono la navigazione da diporto e i collegamenti con le isole del Giglio e di Giannutri. A ricordo delle tradizioni marinare e di un peschereccio scampato all’assalto dei saraceni, ogni 15 di agosto qui si disputa il Palio marinaro, preceduto da uno spettacolare corteo in costumi spagnoli.

Sul versante opposto sorge Porto Ercole, suggestivo borgo adagiato in una baia riparata da un piccolo promontorio. Le sue antichissime origini risalgono agli etruschi o ai fenici, mentre il suo nome si deve ai romani che la chiamarono, in onore del mitico eroe, Portus Herculius. Gli spagnoli fortificarono la cittadina con la costruzione di Forte Stella e Forte Filippo, che con la loro mole rendono ancor più affascinante il paesaggio. Lungo il piccolo porto si affacciano negozi, locali alla moda e ritrovi notturni animati durante le sere estive. Molto vicino si trova Cala Galera, una suggestiva insenatura naturale in cui è sorto il nuovo porto.

Ma come detto quando si pensa alla destinazione dell’Argentario la mente corre anche alla Laguna di Orbetello, ai tomboli di Feniglia e Giannella, alle dune costiere e pure alle zone dell’interno, di notevole interesse storico - come il borgo di Capalbio – e naturalistico – come il Lago di Burano. Quest’ultimo, oasi del WWF e riserva naturale dello Stato dal 1980, è un magnifico specchio d’acqua costiero separato dal mare da una macchia mediterranea ancora intatta, colonizzata da ginepro e arbusti tipici.

Da non perdere inoltre il litorale di Capalbio, che va dal confine del comune di Orbetello sino a quello della Toscana, distendendosi in una serie di invitanti spiagge di sabbia chiara.