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Isola del Giglio: cosa vedere e cosa fare

Un’isola di mare limpido, cale raccolte e borghi affacciati sull’Arcipelago Toscano

L'Isola del Giglio, la seconda più grande dell’Arcipelago Toscano, emerge dalle acque limpide di fronte al Monte Argentario con il profilo delle sue alture, la macchia mediterranea e una costa frastagliata ricca di cale e insenature. 
È una meta che richiama soprattutto d’estate, grazie alla varietà delle sue spiagge e alla trasparenza del mare, ma il clima mite la rende piacevole da visitare anche in altri momenti dell’anno.
Qui il mare è protagonista, con fondali particolarmente limpidi e scenari che alternano lidi più estesi a calette raccolte, ma il Giglio è anche un’isola di borghi, terrazzamenti, storia e tradizioni
Tra spiagge, torri costiere, siti archeologici e piccoli centri abitati, offre molti modi diversi di vivere una vacanza tra natura e scoperta.
Indice
  • 1.
    La natura
  • 2.
    La storia
  • 3.
    I borghi
  • 4.
    Le spiagge
  • 5.
    Attività
  • 6.
    Sapori e tradizioni
  • 7.
    Come arrivare

La natura

Immagine dei vigneti di Ansonaco dell'Isola del Giglio
I vigneti di Ansonaco dell'Isola del Giglio - Credit: Marta Mancini

La natura del Giglio nasce dall’incontro tra rilievi, costa frastagliata e vegetazione mediterranea. Tra il verde della macchia si alternano lentischi, rosmarini, cisti, oliveti e vigneti, spesso sostenuti dagli antichi terrazzamenti che da secoli disegnano il paesaggio.
Il mare che la circonda è uno dei suoi tesori più preziosi. Le acque limpide e i fondali ricchi fanno del Giglio una meta molto amata da chi pratica snorkeling e diving: qui si incontrano praterie di posidonia incontaminate, gorgonie rosse e gialle, spugne azzurre e anche il raro cavalluccio marino.
Un ambiente marino di grande fascino, che rende questa destinazione particolarmente amata da chi cerca una Toscana di mare intensa e luminosa.

La storia

Immagine di Torre del Campese
Torre del Campese - Credit: Shutterstock / Trotalo

Il Giglio è abitato fin dalla preistoria, come testimoniano alcuni ritrovamenti risalenti al periodo eneolitico.
In epoca antica fu frequentato da Etruschi e Romani e, per la sua posizione, ebbe un ruolo importante negli scambi marittimi del Tirreno. Nel tempo passò sotto il controllo di diverse famiglie e poteri, dagli Aldobrandeschi agli Orsini, da Pisa fino al Granducato di Toscana.
Per lunghi periodi fu esposto agli attacchi dei pirati e proprio per questo il territorio venne segnato dalla costruzione di torri e presidi difensivi. 
Nel 1783, con la riforma voluta da Pietro Leopoldo di Lorena, nacque ufficialmente il Comune di Isola del Giglio, segnando un passaggio importante nella sua storia.

I borghi

Giglio Castello e la sua fortezza medioevale
Giglio Castello e la sua fortezza medioevale - Credit: Shutterstock / Lokis

I tre centri principali dell’isola sono Giglio Porto, Giglio Castello e Campese, ciascuno con un carattere ben riconoscibile.
Giglio Porto è il primo incontro con l’isola: un piccolo porto raccolto, nato intorno a un’insenatura e circondato da terrazzamenti e vigneti. Qui si trova anche la Torre del Saraceno, costruita nel 1596 per volontà di Ferdinando I di Toscana per incoraggiare il ritorno delle famiglie di pescatori fuggite a causa delle incursioni piratesche. 
Poco oltre, alla Caletta del Saraceno, si distinguono a pelo d’acqua le mura della cetaria per l’allevamento delle murene e parte della villa romana dei Domizi Enobarbi, risalente al I-II secolo d.C.

Più in alto si incontra Giglio Castello, borgo fortificato racchiuso da alte mura medievali e torri, tra i luoghi più suggestivi dell’isola. 
Qui si trova anche la chiesa di San Pietro Apostolo, che conserva al suo interno opere e oggetti di grande pregio, tra cui reliquari, statue, arredi sacri e un crocifisso d’avorio del XVI secolo attribuito a Giambologna.

Sulla costa occidentale si apre infine Campese, affacciata sull’omonima spiaggia e nota per i tramonti. 
Qui si trova anche la torre medicea di Campese, costruita tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento per controllare la baia e difendere questo tratto di costa dagli attacchi barbareschi.

Le spiagge

Immagine delle acque cristalline all'Isola del Giglio
Acque cristalline all'Isola del Giglio - Credit: Tuscany Adventure Times

Le spiagge sono una delle anime del Giglio e offrono ambienti molto diversi tra loro.
La spiaggia di Campese è la più grande dell’isola, con sabbia dai riflessi rossastri, ed è facilmente raggiungibile da Giglio Porto. È incorniciata dal suggestivo faraglione a sud e dalla torre medicea a nord, e dispone dei principali servizi.
Sulla costa orientale si trovano alcune delle spiagge più frequentate. La spiaggia delle Cannelle, a sud di Giglio Porto, si affaccia verso l’Argentario, ha sabbia chiara e granulosa ed è facilmente raggiungibile. 
Più raccolta è la spiaggia dell’Arenella, a nord del porto, con sabbia dai riflessi dorati. 
La più piccola è Caldane, raggiungibile attraverso un sentiero non troppo impegnativo oppure in barca, in un tratto di costa particolarmente suggestivo.
Per chi ama il mare, l’isola si presta bene anche a soggiorni di più giorni, da concludere con un tour in barca alla scoperta delle cale meno accessibili.

Attività

Immagine di barche vicine ad una caletta dell'isola
L'isola del Giglio - Credit: Family Planet

Il Giglio è un’isola da vivere in modi diversi. Oltre alla balneazione e alle uscite in barca, è una meta molto amata per immersioni e snorkeling, grazie alla trasparenza del mare e alla ricchezza dei fondali.
Allo stesso tempo, l’isola offre anche passeggiate tra i borghi, percorsi nel paesaggio terrazzato e occasioni per scoprire una storia fatta di approdi, fortificazioni costiere, relitti, coltivazioni e tracce archeologiche
È una destinazione che si presta bene sia a una vacanza tutta dedicata al mare, sia a un soggiorno più vario, tra natura, piccoli centri e sapori locali.

Sapori e tradizioni

Immagine di un vigneto sullo sfondo del mare
Vigneti sull'isola - Credit: Shutterstock / Hawkee

Sull’isola la macchia mediterranea si alterna agli antichi terrazzamenti coltivati a oliveti e vigneti, da cui nasce anche il pregiato Ansonica, vino bianco profondamente legato al territorio.
Tra i piatti da assaggiare ci sono il coniglio alla cacciatora e le olive sotto pesto, condite con olio d’oliva, aglio, sale, semi di finocchietto, peperoncino e scorza d’arancia. 
Tra i dolci, il più caratteristico è il Panficato, preparato con fichi e noci.
La vita dell’isola è scandita anche dalle feste dedicate ai santi patroni, che tra estate e inizio autunno animano i centri abitati con celebrazioni, sfilate, sagre e fuochi d’artificio: San Lorenzo a Giglio Castello il 10 agosto, San Rocco a Giglio Porto il 16 agosto e San Mamiliano a Campese il 15 settembre.

Come arrivare

L’Isola del Giglio si raggiunge da Porto Santo Stefano, sull’Argentario, con collegamenti quotidiani per Giglio Porto.
I traghetti impiegano poco più di un’ora e rappresentano il modo più semplice per arrivare e iniziare a scoprirne spiagge, borghi e paesaggi.
Una meta da vivere con calma, alternando giornate d’acqua, scorci, sapori e passeggiate tra i paesaggi dell’Arcipelago Toscano.

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