La natura del Giglio nasce dall’incontro tra rilievi, costa frastagliata e vegetazione mediterranea. Tra il verde della macchia si alternano lentischi, rosmarini, cisti, oliveti e vigneti, spesso sostenuti dagli antichi terrazzamenti che da secoli disegnano il paesaggio.
Il mare che la circonda è uno dei suoi tesori più preziosi. Le acque limpide e i fondali ricchi fanno del Giglio una meta molto amata da chi pratica snorkeling e diving: qui si incontrano praterie di posidonia incontaminate, gorgonie rosse e gialle, spugne azzurre e anche il raro cavalluccio marino.
Un ambiente marino di grande fascino, che rende questa destinazione particolarmente amata da chi cerca una Toscana di mare intensa e luminosa.
Il Giglio è abitato fin dalla preistoria, come testimoniano alcuni ritrovamenti risalenti al periodo eneolitico.
In epoca antica fu frequentato da Etruschi e Romani e, per la sua posizione, ebbe un ruolo importante negli scambi marittimi del Tirreno. Nel tempo passò sotto il controllo di diverse famiglie e poteri, dagli Aldobrandeschi agli Orsini, da Pisa fino al Granducato di Toscana.
Per lunghi periodi fu esposto agli attacchi dei pirati e proprio per questo il territorio venne segnato dalla costruzione di torri e presidi difensivi.
Nel 1783, con la riforma voluta da Pietro Leopoldo di Lorena, nacque ufficialmente il Comune di Isola del Giglio, segnando un passaggio importante nella sua storia.
I tre centri principali dell’isola sono Giglio Porto, Giglio Castello e Campese, ciascuno con un carattere ben riconoscibile.
Giglio Porto è il primo incontro con l’isola: un piccolo porto raccolto, nato intorno a un’insenatura e circondato da terrazzamenti e vigneti. Qui si trova anche la Torre del Saraceno, costruita nel 1596 per volontà di Ferdinando I di Toscana per incoraggiare il ritorno delle famiglie di pescatori fuggite a causa delle incursioni piratesche.
Poco oltre, alla Caletta del Saraceno, si distinguono a pelo d’acqua le mura della cetaria per l’allevamento delle murene e parte della villa romana dei Domizi Enobarbi, risalente al I-II secolo d.C.
Più in alto si incontra Giglio Castello, borgo fortificato racchiuso da alte mura medievali e torri, tra i luoghi più suggestivi dell’isola.
Qui si trova anche la chiesa di San Pietro Apostolo, che conserva al suo interno opere e oggetti di grande pregio, tra cui reliquari, statue, arredi sacri e un crocifisso d’avorio del XVI secolo attribuito a Giambologna.
Sulla costa occidentale si apre infine Campese, affacciata sull’omonima spiaggia e nota per i tramonti.
Qui si trova anche la torre medicea di Campese, costruita tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento per controllare la baia e difendere questo tratto di costa dagli attacchi barbareschi.
Le spiagge sono una delle anime del Giglio e offrono ambienti molto diversi tra loro.
La spiaggia di Campese è la più grande dell’isola, con sabbia dai riflessi rossastri, ed è facilmente raggiungibile da Giglio Porto. È incorniciata dal suggestivo faraglione a sud e dalla torre medicea a nord, e dispone dei principali servizi.
Sulla costa orientale si trovano alcune delle spiagge più frequentate. La spiaggia delle Cannelle, a sud di Giglio Porto, si affaccia verso l’Argentario, ha sabbia chiara e granulosa ed è facilmente raggiungibile.
Più raccolta è la spiaggia dell’Arenella, a nord del porto, con sabbia dai riflessi dorati.
La più piccola è Caldane, raggiungibile attraverso un sentiero non troppo impegnativo oppure in barca, in un tratto di costa particolarmente suggestivo.
Per chi ama il mare, l’isola si presta bene anche a soggiorni di più giorni, da concludere con un tour in barca alla scoperta delle cale meno accessibili.
Il Giglio è un’isola da vivere in modi diversi. Oltre alla balneazione e alle uscite in barca, è una meta molto amata per immersioni e snorkeling, grazie alla trasparenza del mare e alla ricchezza dei fondali.
Allo stesso tempo, l’isola offre anche passeggiate tra i borghi, percorsi nel paesaggio terrazzato e occasioni per scoprire una storia fatta di approdi, fortificazioni costiere, relitti, coltivazioni e tracce archeologiche.
È una destinazione che si presta bene sia a una vacanza tutta dedicata al mare, sia a un soggiorno più vario, tra natura, piccoli centri e sapori locali.
Sull’isola la macchia mediterranea si alterna agli antichi terrazzamenti coltivati a oliveti e vigneti, da cui nasce anche il pregiato Ansonica, vino bianco profondamente legato al territorio.
Tra i piatti da assaggiare ci sono il coniglio alla cacciatora e le olive sotto pesto, condite con olio d’oliva, aglio, sale, semi di finocchietto, peperoncino e scorza d’arancia.
Tra i dolci, il più caratteristico è il Panficato, preparato con fichi e noci.
La vita dell’isola è scandita anche dalle feste dedicate ai santi patroni, che tra estate e inizio autunno animano i centri abitati con celebrazioni, sfilate, sagre e fuochi d’artificio: San Lorenzo a Giglio Castello il 10 agosto, San Rocco a Giglio Porto il 16 agosto e San Mamiliano a Campese il 15 settembre.
L’Isola del Giglio si raggiunge da Porto Santo Stefano, sull’Argentario, con collegamenti quotidiani per Giglio Porto.
I traghetti impiegano poco più di un’ora e rappresentano il modo più semplice per arrivare e iniziare a scoprirne spiagge, borghi e paesaggi.
Una meta da vivere con calma, alternando giornate d’acqua, scorci, sapori e passeggiate tra i paesaggi dell’Arcipelago Toscano.