Porto Santo Stefano
Photo ©Ilaria

Porto Santo Stefano

Tra calette, spiagge e vicoli in salita, alla scoperta del borgo marinaro più noto dell'Argentario

Porto Santo Stefano è un’affascinante località turistica dalla notevole tradizione marinaresca, nonché il centro più importante dell’Argentario. La città, posta a nord del promontorio, occupa la bella baia dominata dalla Fortezza Spagnola, e insieme a Porto Ercole - in posizione speculare ma a sud del monte - costituisce il comune di Monte Argentario.

Vista la sua felice posizione Porto Santo Stefano è stata frequentata da tutti i popoli che anticamente hanno navigato il Mediterraneo. Notevoli tracce romane si trovano nei resti dei bagni di Domiziano, la località all’epoca era indicata con i nomi di Portus Traianus e Portus ad Cetarias. In epoca medievale il porto divenne spesso oggetto delle scorribande dei pirati, ma è proprio durante questo periodo che venne erette la Torre dell’Argentiera (1442). Lo sviluppo di Porto Santo Stefano vide la sua fase saliente a partire dal 1550, sotto il governatorato spagnolo e, ancora, dopo la creazione dello Stato dei Presidi, quando venne costruita la Fortezza Spagnola.

L’aspetto dell’elegante lungomare di Porto Santo Stefano tradisce i tratti di una edificazione recente, che potrebbe stupire a fronte di una storia tanto lunga. Questa caratteristica dipende dalla Seconda Guerra Mondiale, quando la città – fondamentale per i tedeschi – subì violentissimi bombardamenti alleati. Tali bombardamenti fecero di Monte Argentario il secondo comune italiano più colpito, dopo Cassino.

Porto Santo Stefano è un posto di cui è bello vivere il glam (non troppo cafone, né eccessivo), passeggiando sul lungomare disegnato da Giorgetto Giugiaro, prendersi un gelato, osservare le barche attraccate al molo o magari imbarcarsi per la vicina isola del Giglio; ma per chi abbia voglia di percorrere un po’ di salita c’è anche la possibilità di scoprire la Fortezza Spagnola, costruita tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, con lo scopo di difendere il paese dalle incursioni provenienti dal mare. Durante il periodo napoleonico, la fortezza fu potenziata dai francesi, e quindi ristrutturata dopo l’annessione al Granducato di Toscana. La struttura oggi ospita il Museo dei Maestri d’ascia e la mostra permanente Memorie sommerse, che raccoglie molti dei reperti archeologici rinvenuti nei fondali dell’Argentario.

Addentrandosi nel verde della macchia mediterranea del Monte Argentario, è possibile arrivare a visitare il Convento dei Frati passionisti, un affascinante Santuario fatto costruire nel 1737 da San Paolo della Croce, in seguito al miracolo della visione della Vergine che gli indicò il perimetro su cui innalzare il convento, che ancora oggi ospita una decina di Padri Passionisti. Una volta qui potete anche mangiare, i frati infatti hanno aperto ormai da decenni una piccola trattoria. 

Porto Santo Stefano è un ottimo punto di partenza per esplorare le tante belle spiagge e calette dell’Argentario, tra queste impossibile non citare la vicinissima Giannella, e poi almeno la Cala del Gesso e la Cala Grande – per raggiungere le quali c’è da scarpinare un po’ (ma ne vale la pena).

Un’occasione per visitare Porto Santo Stefano può essere il sentitissimo Palio Marinaro dell’Argentario che si disputa ogni Ferragosto dal 1937, la gara tra i quattro rioni del paese è una delle più lunghe al mondo (ma in caso prendetevela comoda: non potrete lasciare il borgo, davvero affollatissimo in questa occasione, prima di notte fonda).

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