Ardengo Soffici - Natura morta

Il Futurismo in Toscana

Da Gino Severini a Ardengo Soffici tutti gli esponenti del movimento attivi in Toscana

Il movimento futurista irrompe sullo scenario della cultura europea agli inizi del 1909, in seguito alla pubblicazione, sul quotidiano parigino Le Figaro, delle tesi di Filippo Tommaso Marinetti, riassunte nel Manifesto del Futurismo. In esso venivano esaltati i temi della tecnologia, del progresso, della macchina, della velocità, in opposizione al pensiero ed alla cultura "ufficiale", che sino ad allora avevano fatto leva sul classicismo, sulla tradizione e sull'accademismo. Nasce così il mito dell'eroismo, dell'azione per l'azione, in un contesto che in politica farà presa sul nazionalismo e sull'interventismo.

Trattandosi di un movimento di avanguardia che ebbe rapida presa nei vari segmenti della cultura, dalla letteratura, alle arti figurative, alla musica, al teatro ed allo stesso cinema, diffondendosi capillarmente ed in misura globale ai vari aspetti delle attività umane e di ogni espressione d'arte, è problematico isolarne il contesto regionale, quantunque non siano mancati (o siano stati attivi) in Toscana alcuni esponenti del movimento.

Al primo "manifesto" del fondatore fecero seguito altrettanti proclami in ogni campo dello scibile umano. Per limitarci a quello delle arti, citeremo il Manifesto dei pittori futuristi (1910), firmato da Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla, Gino Severini, Ardengo Soffici; il Manifesto tecnico della scultura futurista (1912), sottoscritto da Umberto Boccioni; il Manifesto dell'architettura futurista (1929), redatto dallo stesso Marinetti. Nello stesso anno viene pubblicato il Manifesto Aeropittura Futurista, a firma, tra gli altri, di Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Gherardo Dottori.

Per ritrovare riferimenti più espliciti al movimento futurista in Toscana, osserveremo come Carlo Carrà, in una fase più matura, abbia ricercato ispirazione in Giotto e Masaccio, rilanciando la tradizione culturale italiana; come Gino Severini abbia avuto i natali a Cortona (una sua opera è al Museo dell'Accademia etrusca di quella città); e come Ardengo Soffici, il fondatore de "La Voce", che propugnò la fusione di futurismo e cubismo, sia nativo di Rignano sull'Arno. Una sua opera è a Firenze, alla Galleria d'Arte Moderna.

Un altro richiamo all'ispirazione futurista viene da alcune infrastrutture nel segmento dei trasporti, che in qualche modo sono riconducibili al mito della velocità: la Stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, di Giovanni Michelucci, a Firenze e l'autostrada "Firenze-Mare", una delle prime ad essere realizzate in Italia.