Michelangelo Buonarroti è uno degli artisti più celebri al mondo, apprezzato per la bellezza sovrumana delle sue sculture e dei suoi dipinti. Nato il 6 marzo 1475 a Caprese Michelangelo, un piccolo paese vicino ad Arezzo, si formò a Firenze e lavorò per la famiglia Medici, sotto diversi papi e sovrani, tra Firenze e Roma, fino alla sua morte, avvenuta a 88 anni nel febbraio 1564. È celebre soprattutto per il David e per gli affreschi della Cappella Sistina in Vaticano, ma la sua influenza spazia in quasi ogni ambito artistico del Rinascimento, dalla scultura alla pittura, fino all’architettura.
Fin da giovane, Michelangelo mostrò grande talento. Il suo genio gli valse già in vita il soprannome di “divino”: come scrisse Giorgio Vasari, “Piuttosto celeste che terrena cosa”, Michelangelo sembrava trascendere i limiti umani nella perfezione delle sue opere. All’età di quattordici anni entrò alla corte di Lorenzo de’ Medici, il Magnifico, dove trascorse alcuni anni scolpendo nei giardini circondato da poeti, artisti e studiosi, fino alla morte prematura di Lorenzo, l’8 aprile 1492. Da questo periodo provengono alcune delle sue prime opere, conservate oggi a Casa Buonarroti.
Negli anni successivi, Michelangelo dovette lasciare Firenze più volte a causa di eventi politici e commissioni artistiche. Essendo favorito dai Medici, la sua carriera era strettamente legata alla loro influenza: quando erano al potere a Roma, la sua presenza in città era praticamente obbligata. A Roma affrontò una celebre commissione di Papa Giulio II per la sua tomba, progetto destinato a non completarsi mai del tutto, a causa degli impegni successivi, tra cui gli affreschi della Cappella Sistina e le Cappelle Medicee a Firenze.
Dopo un dissidio con Alessandro de’ Medici, lasciò Firenze definitivamente nel 1534 e visse fino a tarda età a Roma. Il papa avrebbe voluto seppellirlo in San Pietro ma il nipote e erede Leonardo trasferì segretamente il corpo che oggi riposa a Firenze nella Chiesa di Santa Croce.
La casa-museo conserva due delle opere giovanili più note di Michelangelo: il pannello in rilievo alto della Battaglia dei Centauri e il rilievo basso della Madonna della Scala.
Il Bargello conserva alcune opere fondamentali di Michelangelo, dal giovanile Bacco, ispirato alla statuaria classica, al Tondo Pitti con la Madonna col Bambino, che mostra le prime sperimentazioni del non-finito, fino al Bruto e all’incompiuto David-Apollo.
La Galleria dell’Accademia ospita il celebre David originale, simbolo della Firenze repubblicana e della lotta per la libertà contro le potenze dominanti. Raffigurato prima dello scontro, il giovane eroe incarna coraggio, intelligenza e virtù civica, diventando un’icona universale di autodeterminazione. Accanto al capolavoro, i Prigioni, statue incompiute per la tomba di Giulio II, mostrano figure che sembrano emergere dal marmo, rivelando il processo creativo e la tensione tra materia e spirito tipica di Michelangelo.
A San Lorenzo, Michelangelo progettò la Biblioteca Laurenziana e la Sagrestia Nuova, con le tombe di Giuliano de’ Medici e Lorenzo il Giovane, arricchite dalle figure allegoriche di Giorno, Notte, Alba e Crepuscolo. La Sagrestia Nuova fa parte del complesso museale delle Cappelle Medicee. Nello stesso contesto si colloca anche la suggestiva Stanza segreta di Michelangelo, un ambiente nascosto dove l’artista si rifugiò nel 1530 per sfuggire alla vendetta di Papa Clemente VII e lasciò sui muri schizzi e disegni a carboncino, testimonianza intima e straordinaria del suo processo creativo.
Qui è conservato l’unico dipinto finito di Michelangelo a Firenze, il Tondo Doni, realizzato per il matrimonio di Angelo Doni e Maddalena Strozzi. L’opera anticipa lo stile della Cappella Sistina, con figure plastiche, anatomie scultoree e colori accesi, e pone le basi del Manierismo attraverso torsioni dinamiche e una potente resa del corpo umano.
Il museo ospita la Pietà Bandini o Pietà di Firenze, scultura incompleta su cui Michelangelo lavorò in età avanzata, raffigurante Cristo deposto in grembo alla Madonna, assistito da Maria Maddalena e Nicodemo. La composizione triangolare e il pathos dell’opera la rendono di una grande intensità nonostante l’incompiutezza.
Oltre a Firenze, alcuni luoghi della Toscana permettono di seguire le tracce del maestro. Caprese Michelangelo, il suo paese natale, ospita oggi il Museo Michelangelo. A Settignano, sulle colline fiorentine tra la città e Fiesole, si trova la casa in cui visse durante la malattia e dopo la morte della madre: oggi conosciuta come Villa Michelangelo.
Infine, Carrara rappresenta una tappa fondamentale per chi vuole esplorare le cave di marmo scelte personalmente dall’artista per le sue sculture più importanti. La città ospita anche il Museo Civico del Marmo, dove è possibile approfondire la storia e la lavorazione del materiale simbolo della carriera di Michelangelo.
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