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Radicofani
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Ghino di Tacco e la Fortezza di Radicofani

Il Robin Hood italiano e la rocca che dominava la Via Francigena

Ai confini meridionali della Val d’Orcia, la Fortezza di Radicofani domina il paesaggio come un baluardo di pietra carico di storia e leggenda. 
La sua fama è indissolubilmente legata a Ghino di Tacco, il personaggio che più di ogni altro ha trasformato questa rocca in un simbolo di ribellione, controllo e potere lungo la Via Francigena.

Fortezza di Radicofani vista dall'alto
Fortezza di Radicofani

La fortezza sorge in una posizione strategica, tra Toscana e Lazio, ed è documentata almeno dal 978, anche se il colle era frequentato già in epoche precedenti.
Per secoli fu un punto chiave per il controllo dei traffici e dei pellegrinaggi verso Roma, grazie a una struttura difensiva imponente, pensata per resistere ad assedi e attacchi violenti. 
I bastioni, le mura e la torre raccontano ancora oggi la funzione militare di questo luogo, rafforzata nel tempo proprio per la sua importanza territoriale.
Alla fine del XIII secolo, però, la Fortezza di Radicofani entrò nella storia anche per un altro motivo. Proprio qui trovò rifugio Ghino di Tacco, gentiluomo di origine nobile, nato a Torrita di Siena ma bandito dalla sua città. 
Dopo anni trascorsi come brigante in Maremma, nel 1297 si impadronì della rocca, trasformandola nel centro delle sue azioni lungo la Via Francigena. 
Da questa posizione dominante controllava i passaggi di viaggiatori e mercanti, colpendo soprattutto i potenti e, secondo la tradizione, lasciando ai più deboli quanto bastava per sopravvivere.

La Fortezza di Radicofani di notte
Fortezza Radicofani

Citato da Dante e Boccaccio, Ghino di Tacco è rimasto nell’immaginario collettivo come una figura controversa e magnetica: un Robin Hood italiano capace di azioni dure e spietate, ma mosso, secondo la tradizione, da un proprio codice di giustizia.
La fortezza, con il suo isolamento e la sua forza architettonica, fu lo scenario ideale per alimentare questa leggenda.

Oggi, percorrendo i sentieri che risalgono la pineta e si insinuano tra archi, mura e bastioni, il legame tra Ghino di Tacco e Radicofani sembra ancora palpabile. 
Dalla cima della fortezza lo sguardo si apre sulla Val d’Orcia, sul profilo del Monte Amiata e, quando l’aria è limpida, fino agli Appennini e ai laghi Trasimeno e Bolsena. 
È lo stesso orizzonte che Ghino osservava secoli fa: un panorama vasto e potente che forse ispirava le sue scelte e la sua leggenda sospesa tra ribellione, astuzia e un senso molto personale della giustizia.

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