Vallombrosa, bosco
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Vallombrosa

Un tuffo nella natura e nella storia

A due passi da Firenze, immersa nel verde delle foreste secolari, si trova Vallombrosa. Un paradiso naturale eletto nell’XI secolo dai monaci benedettini come rifugio dal mondo, Vallombrosa conserva intatto il fascino e la quiete di allora.

La foresta di Vallombrosa, fatta di abeti bianchi e faggi, è stata curata nel corso dei secoli dai monaci benedettini, che rivendevano il legname e traevano così le risorse necessarie per mantenere l’Abbazia. I religiosi, che avevano ricevuto queste proprietà dalla Badessa Itta di Sant’Ellero, riuscirono a mettere a frutto un’area di 3000 ettari quadrati. La scelta fu quella di privilegiare la coltivazione dell’abete bianco, i cui tronchi, circa 1000 pezzi l’anno, venivano inviati via fiume verso Livorno, dove rifornivano l’industria cantieristica, oppure verso le città della Toscana interna dove invece venivano utilizzati per la costruzione di case e palazzi.

L’Abbazia infatti si trova proprio nel cuore della foresta di Vallombrosa, circondata dagli abeti, che in passato venivano chiamati con il nome dell’abate che le aveva piantate. I luoghi cari alla tradizione dei monaci sono la "Scalinata del Calvario" che dall'Abbazia conduce al Paradisino e il Faggio Santo, un albero che secondo la tradizione protesse San Giovanni Gualberto, fondatore dell’Ordine Vallombrosano.

Con l’avvento del Regno d’Italia, il bosco di Vallombrosa entrò a far parte del Demanio statale e si procedette ad un rimboschimento di tutti i terreni nudi e a pascolo.

Un luogo incantato dove passeggiare nei boschi, seguendo i numerosi itinerari che solcano la valle
, o ammirare i tesori conservati nel Museo d’Arte Sacra dell’Abbazia.

Cover image credit: Emanuele Monaco