Radicofani e la Val d'Orcia

Radicofani

Piazzeforti immersa tra vegetazione, pozzi, archi e volte

Su un colle a quasi 900 metri sul mare, Radicofani fu per secoli una delle piazzeforti più importanti d'Italia. La Rocca appare da decine di chilometri di distanza, e sembra incombere sul borgo. Costruita nel Duecento, fu ricostruita nel 1565 e in parte abbattuta nel Settecento. Dal terrazzo alla sommità della Torre, che raggiunge i 37 metri di altezza, si ammira un panorama vastissimo anche se chiuso a occidente dall'Amiata.
Prima di scendere verso il borgo, vale la pena passeggiare nel boschetto di pini che circonda la costruzione, e che richiede attenzione per la presenza di archi, volte e pozzi in parte nascosti dalla vegetazione.
Anche il borgo merita una visita attenta. Il monumento più insigne è la chiesa romanica di San Pietro, del secolo XIII, danneggiata dall'ultima guerra e restaurata nel 1946. L'interno, con i suoi bassi archi gotici, conserva una splendida collezione di terrecotte robbiane e di statue lignee tra le quali spicca una Madonna con Bambino di Francesco di Valdambrino. Alle spalle della chiesa è un piazzale da cui il panorama verso sud eguaglia quello dalla Rocca.
Sulla strada principale, la chiesa di Sant'Agata, patrona di Radicofani, conserva sull'altare un altro grande dossale in terracotta robbiana, e in sagrestia una statua lignea più recente.
Completa il quadro dei monumenti il Palazzo Pretorio, una robusta costruzione che reca inseriti nella facciata numerosi stemmi antichi in pietra. Nei giardini del Maccione è una statua di Ghin di Tacco.
Sulla vecchia Via Cassia che aggira l'abitato, è il Palazzo della Posta, una bella villa medicea sorta come casa di caccia di Ferdinando I, e poi trasformata in albergo e dogana per i viaggiatori.

Cover image credit: Varda HB

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