marina di pietrasanta

Alla scoperta degli angoli più suggestivi di Marina di Pietrasanta

Itinerari nel verde a due passi dal mare

Quattro località da vivere: Fiumetto, Tonfano, Motrone e Focette. Una simpatica alternativa alla calura della spiaggia estiva. Una serie di itinerari verdi, facilmente percorribili per l'assenza di dislivelli

Partendo dalla Piazza XXIV Maggio, nel centro di Tonfano, raggiungibile anche per chi proviene da Forte dei Marmi attraverso il Viale Morin e la Via Crucci, s'imbocca Via Versilia in direzione sud, alla scoperta del centro commerciale. Percorsa l'intera Via Versilia, si svolta a sinistra in Via Tolmino, alla cui sommità (sempre sulla sinistra) si può imboccare il Viale Toscana e la sua naturale prosecuzione costituita dalla Via Catalani.

Attraverso queste strade, su cui si affacciano alberghi di prestigio, ville e zone verdi, si giunge a Via Corridoni e al Viale Apua, che unisce la Marina alla città vecchia. Una volta giunti sul Viale Apua si può ammirare il Ponte del Principe (sec. XVII) e l'immenso parco naturale della Versiliana. Svoltando a destra, e percorrendo circa 450 mt, possiamo trovare sulla sinistra la via sterrata di accesso al parco. L'area, di circa 100 ettari, costituisce una zona di eccezionale interesse in quanto rappresenta l'ultimo tratto di macchia mediterranea mista a pineta dell'intera zona costiera, ormai completamente urbanizzata. Tutta l'area, oggi di proprietà pubblica, è interessata da vincoli paesaggistici, idrogeologici ed archeologici.

In uno scenario naturale incomparabile si raggiunge Via Nizza, al confine con Forte dei Marmi. Da qui consigliamo di raggiungere il Viale Morin, costeggiando di nuovo il Parco. A metà del tragitto verso Fiumetto, sulla sinistra, si può ammirare la celebre villa che ospitò il poeta Gabriele D' Annunzio. Attorno alla villa, in un vero e proprio teatro naturale, si svolge in estate un'intensa e qualificata programmazione culturale (prosa, balletto, musica).

La passeggiata in bicicletta alla scoperta della Marina si conclude qui sotto le fresche fronde dei pini cari a D'Annunzio.
 

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In bicicletta