Itinerario in Versilia sulle orme dei Medici

Sulle tracce della cultura medicea

La Versilia e il suo territorio non hanno bisogno di introduzioni. Le sue colline coperte di olivi, le montagne che la proteggono, il mare in cui si specchia ogni giorno: basta poco per vivere una vacanza da sogno in questi luoghi.

A questo proposito, vi consigliamo un itinerario dal respiro "storico", alla ricerca delle testimonianze che ci hanno lasciato i Medici. In particolare, il cammino ideale si snoda lungo i comuni di Seravezza, Pietrasanta e Stazzema. Da Pietrasanta si va prima a Seravezza, per poi intraprendere strette e tortuose gole, fra limpidi ruscelli e freschi boschi di castagni, fino a raggiungere le più verdi valli alle pendici delle Apuane e quindi, Stazzema.

Antica famiglia fiorentina, i Medici fondarono la loro fortuna sul commercio con l'Oriente, diventando attorno al 1430 una delle dinastie più potenti della storia Italiana. Anche Seravezza, Pietrasanta e Stazzema diventarono pertinenze dello stato mediceo.

Così, sotto l'illustre influenza della famiglia, il comprensorio raccolto tra gli abitati si omogeneizzò culturalmente ed economicamente sotto il segno del marmo e dello stemma mediceo che andrà ad ornare il Duomo di Pietrasanta in onore ai Liberatori.

Pietrasanta
Pietrasanta

Pietrasanta, durante il periodo mediceo conobbe uno straordinario sviluppo, favorito dal comprensorio particolarmente esteso, che fino al 1914 comprendeva ancora l'odierna Forte dei Marmi. Individuata come centro militare di rilevante importanza, la città venne inserita in un programma di controllo dei valichi appenninici, anche se parallelamente si sviluppò come centro manifatturiero legato alla lavorazione del marmo.

Proprio a Pietrasanta, Michelangelo si fermò per scegliere i marmi pregiati destinati alla facciata di S. Lorenzo a Firenze. Nella stessa città arrivarono contemporaneamente Lorenzo e Stagio Stagi, Agnolo Bronzino, ed altri importanti nomi della storia dell'arte, che lasciarono opere ancora oggi visibili, come ad esempio nella chiesa di S. Martino.

Allo stesso periodo di fervore artistico appartengono la Torre delle Ore, il campanile del Monastero di S. Leone, dedicato a Leone X, e demolito negli anni '50 del secolo scorso, alcuni rimaneggiamenti nel convento di Sant'Agostino, la fontana del Marzocco e la Colonna della Libertà. Le ultime due furono omaggi alla famiglia de' Medici, prima artefice della rinascita culturale della città.

Seravezza
Palazzo Mediceo a Seravezza
Uno sguardo sulla Versilia
Uno sguardo sulla Versilia - Credit: Giandomenico Jardella

Da Pietrasanta ci spostiamo verso Seravezza seguendo la strada provinciale detta Vallecchia, per proseguire sulla Sp.9 in salita per un totale di circa 7km. Seravezza, città antichissima, le cui origini paiono risalire all'anno 1000, ha avuto alterne sorti, da sempre legate all'estrazione ferro e del marmo dalle cave limitrofe. Oggi svolge l'importante ruolo di "porta del Parco Regionale delle Apuane".

In città non mancate di visitare il Palazzo Mediceo, acutamente fatto erigere da Cosimo I de' Medici in una zona strategica per il controllo dell'attività estrattiva. Il palazzo, attribuito inizialmente a Bartolomeo Ammannati, secondo studi recenti su base cronotipologica, potrebbe essere stato progettato da Bernardo Buontalenti. Utilizzato in passato come carcere e poi come palazzo comunale, oggi è sede della Biblioteca Comunale, e del Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica. La facciata rigorosa denuncia la radice architettonica della villa fortificata: un impianto a corte interna arricchito da un pregevole pozzo in marmo, interamente ricavato da un blocco monolitico con colonne ed architrave decorati con figure ittiomorfe.

Al medesimo periodo risale la riedificazione del Duomo dedicato ai Ss. Lorenzo e Barbara, di impianto Quattrocentesco. L'edificio cela al suo interno una fonte battesimale scolpita da Stagio Stagi, un altare riccamente decorato in marmi policromi e un Crocefisso argenteo opera del Pollaiolo.

Situata in località Azzano, la Pieve della Cappella dedicata a S. Martino, è interamente realizzata in marmo, su impianto risalente all'anno 1000. Tra il 1518 ed il 1536 la chiesa venne abbellita con un porticato progettato da Michelangelo (andato purtroppo distrutto durante la IIa Guerra Mondiale) ed un rosone detto "l'occhio di Michelangelo".

Stazzema
Monte Corchia, praterie di giunchiglie, Stazzema - Credit: Emanuele Baroncelli

L'ultima tappa dell'itinerario è Stazzema, situata in una posizione panoramica che consente di ammirare i numerosi borghi disseminati sui pendii delle montagne.

Il territorio è noto per le sue ricche miniere d'argento che, nel tempo, incentivarono l'allestimento di un ben organizzato sistema difensivo.  
Da vedere sono i castelli e i siti fortificati di Farnocchia e Pomezzana, oltre alle torri costruite durante l'ultimo conflitto mondiale per controllare la linea gotica.

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Arte e Cultura