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Bolgheri, la strada dei cipressi
Photo © Stutterstock.com / StevanZZ
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2 vini per scoprire la costa toscana

Dalle colline della Lunigiana a Bolgheri: ecco le tappe per conoscere le storie dei vitigni

Da Massa Carrara a Grosseto, la costa toscana comprende un paesaggio vasto ed eterogeneo, fatto di montagne, colline e pianure in cui si producono alcuni dei migliori vini della regione. Qui, il mare con la sua brezza e i suoi profumi ha creato un luogo perfetto per realizzare vini bianchi e rossi, morbidi e intensi.
Viaggiando lungo la costa toscana, si potranno scoprire le storie delle famiglie e dei pionieri che hanno ereditato le tradizioni locali e le hanno adattate alle esigenze moderne, andando oltre le aspettative.

Indice
  • 1.
    Colli di Luni: viaggio tra i vigneti della Riviera Apuana
  • 2.
    Bolgheri: la rivoluzione toscana del vino

Colli di Luni: viaggio tra i vigneti della Riviera Apuana

Vigneti nel territorio della Lunigiana
Vigneti nel territorio della Lunigiana

Colli di Luni è un vino DOC prodotto sulle colline della Lunigiana, colline che l'essere umano ha saputo "modellare" per creare delle terrazze ideali per la coltivazione. Plinio il Vecchio, morto durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 a.C., scrisse: "Il vino di Luni ha la palma fra quelli dell'Etruria".

La coltivazione del vino inizia in Lunigiana durante l'Impero Romano, una produzione legata alle uve del Vermentino. Oggi si possono trovare le diverse tipologie di Colli di Luni Vermentino, Colli di Luni Bianco e Colli di Luni Rosso, realizzato con minimo il 50% Sangiovese toscano. 

Bolgheri: la rivoluzione toscana del vino

Gli Etruschi e i Romani si dedicarono alla coltivazione della vite nella campagna di Castagneto Carducci; tuttavia la storia enogastronomica del territorio ha inizio a Bolgheri negli anni Settanta e si traduce con la nascita di un grande vino: il Sassicaia.

Ma facciamo un passo indietro. Alla fine del Seicento, la famiglia Della Gherardesca iniziò a produrre vino nell'area di San Guido. A causa dell'attacco di un parassita nel XX secolo, la famiglia fu costretta a ripensare a quale vitigno fosse più adatto al terreno. All'inizio dello stesso secolo, la giovane contessa della famiglia Della Gherardesca sposò il marchese Incisa della Rocchetta.

Egli era piemontese, appassionato di corse di cavalli e proprietario del leggendario Ribot, uno dei migliori cavalli da corsa purosangue di tutti i tempi. Ma i cavalli non erano l'unico suo hobby. Intorno al 1942, decise di creare un vino completamente differente dai classici toscani. Importò uve francesi a Bolgheri e posizionò le vigne sulle colline, perchè credeva che il mare compromettesse la qualità del prodotto. Successivamente, si capì che, al contrario, il mare portava solo beneficio ai grappoli di uve.

Quello che inizialmente era stato definito dai contadini un vino "imbevibile", negli anni Settanta venne proclamato il miglior Cabernet del mondo. Da quel momento, l'area di Bolgheri è diventata strategica per il settore.

Oggi a Bolgheri si possono gustare tre tipi di vini DOC: Bolgheri DOC, Bolgheri Superione DOC e Bolgheri Sassicaia DOC.

 

Info: grandicru.it

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