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Villa Caruso a Bellosguardo
Photo © Villa Caruso
Photo © Villa Caruso

Le case della memoria intorno a Firenze

Non solo musei: viaggio nelle dimore dei personaggi illustri

L'Associazione Nazionale Case della Memoria cura un insieme di dimore (oggi case-museo) dove vissero personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell'arte, della letteratura, della scienza, della storia.

Il territorio fiorentino custodisce un gran numero di questi luoghi, per questo ci limitiamo qui a elencarne alcune, visitabili, che si trovano fuori dalla città di Firenze.

Queste case sono quasi sempre custodite nella loro integrità; sono prevalentemente gestite da Fondazioni e di conseguenza affidate alla cura di studiosi ed esperti del personaggio e dell'arte a lui o lei collegata.

Il loro fascino deriva dalle atmosfere che ancora vi si respirano; dalle storie, che ancora si leggono; dalle tracce di un gusto personale molto ben identificabili.

Per noi visitatori è un incontro con la memoria viva dei luoghi: la nostra emozione di oggi è la stessa che provava chi in quella casa abitò, lavorò, creò.

I personaggi che andremo “a trovare” a casa loro in questo breve percorso sono: Enrico Caruso (tenore), Primo Conti (pittore), Giovanni Michelucci (architetto), Gesualda Malenchini Pozzolini (educatrice), Filippo Dobrilla (scultore).

Indice
  • 1.
    Villa Caruso Bellosguardo
  • 2.
    Fondazione Primo Conti
  • 3.
    Fondazione Michelucci
  • 4.
    Villa Pozzolini di Bivigliano
  • 5.
    Casa Museo di Filippo Dobrilla e delle arti

Villa Caruso Bellosguardo

L'allestimento all'interno del Museo Caruso
L'allestimento all'interno del Museo Caruso

Prima di essere scelto dal tenore napoletano Enrico Caruso, questo luogo aveva già un gran  fascino, posto sulle colline sopra Lastra a Signa.
Una villa che era appartenuta alla famiglia Pucci, nella metà del Cinquecento. Di quel tempo restano le tracce nel giardino all’italiana; nel 1906 quando Enrico Caruso, con Ada Giachetti sua amata arrivano sul luogo e se ne innamorano. 

L’aspetto attuale si deve a Caruso stesso, con i due corpi di fabbrica uniti in un’inedita simmetria. In una delle due ali si trova, voluto dal Comune di Lastra a Signa, il Museo Caruso.

Anche se il tenore dedicò molto tempo e denaro all’arredamento e all’abbellimento della villa, di quelle azioni non rimangono tante tracce. Tuttavia il Museo restituisce molto in termine di vita professionale, vita privata e stile di un’epoca. L'allestimento museale è anche sonoro, con punti in cui la voce di Caruso riecheggia e ancora incanta.

Fondazione Primo Conti

Villa le Coste
Villa le Coste - Credit: Ambito Firenze e Area Fiorentina

Classe 1900, il pittore fiorentino Primo Conti fu un talento precoce. 

Attivo fra futurismo e avanguardie, Primo Conti acquistò nel 1945 la quattrocentesca Villa le Coste, a Fiesole, e lì abitò lunghi anni con la moglie Munda Crips e due figlie. 

Alla sua morte nel 1988 fu sepolto nella cappellina a lato della casa, che per sua volontà si sarebbe dovuta trasformare in un centro dedicato alla conservazione “del ricordo e delle testimonianze dei più importanti movimenti novatori del Novecento”. 

C’è dunque una doppia funzione di Villa Le Coste: da una parte il Museo Primo Conti, che raccoglie 66 dipinti e 163 disegni dell’artista fiorentino, amico di Rosai, Lega, De Chirico e tutto il gruppo futurista fiorentino, di cui fu uno dei fondatori. Dall'altra parte, altrettanto importante, la Fondazione con il suo Archivio e la Biblioteca, una vasta raccolta di documenti fra lettere, riviste e volumi.

Fondazione Michelucci

Interno di Villa Il Roseto
Interno di Villa Il Roseto - Credit: Ambito Firenze e area Fiorentina

Inondati di luce: è l’elemento che più colpisce quando si visita Villa Il Roseto a Fiesole, la casa dove Giovanni Michelucci trascorse tanti anni della sua lunghissima vita.

La posizione di questo edificio è straordinaria: come una terrazza aggettante su Firenze, circondata da un giardino che la moglie dell’architetto, Eloisa, curò con amore. Il giardino consentiva uno sguardo totale su Firenze, la città dove Giovanni Michelucci svolse tanti significativi interventi. 

Ma anche gli interni della villa, che di per sé sono sobri, ospitano opere dell’ingegno dell’architetto: mobili, librerie, soppalchi creati per la villa e nella villa rimasti, a testimonianza di una vita quotidiana intrisa di bellezza. 

Oggi la Fondazione negli spazi di Villa Il Roseto custodisce l’eredità intellettuale di Michelucci: i disegni, i modelli e le foto delle sue architetture; la biblioteca; i mobili disegnati dal primo dopoguerra agli anni Settanta; le opere e gli oggetti d'arte realizzati dagli amici e dalla moglie.

 

Villa Pozzolini di Bivigliano

Villa Pozzolini di Bivigliano
Villa Pozzolini di Bivigliano - Credit: Ambito Firenze e Area Fiorentina

Nel comune di Vaglia, località Bivigliano, una villa si inserisce perfettamente nel paesaggio circostante. L'edificio prende il nome dall'ultimo proprietario, Luigi Pozzolini, che l'acquistò nel 1859 ad un'asta di beni delle proprietà Ginori: l’edificio risale al Cinquecento, forse su progetto di Bernardo Buontalenti, che stava lavorando alla vicina villa di Pratolino. 

Dopo la seconda Guerra mondiale, in seguito ai danni, la proprietà fu ridotta agli attuali 35 ettari: il giardino formale è elegante e caratterizzato da un belvedere sulla vallata sottostante. 

L’esperienza di scuola rurale istituita in questi spazi dalle donne della famiglia è l’elemento in più in questa storia: Gesualda Malenchini Pozzolini, moglie di Luigi, con Cesira e Antonietta (sue figlie) crearono intorno al 1868 la prima forma di istruzione pubblica gratuita aperta a bambini e adulti di entrambi i sessi del territorio vagliese.

A Bivigliano nell’edificio che fu in passato una sede della scuola e che attualmente è utilizzato come sede di un circolo troviamo una lapide che ricorda i grandi benefici apportati da Gesualda alla comunità .

La villa attualmente è utilizzata come location per eventi e matrimoni.

 

Casa Museo di Filippo Dobrilla e delle arti

Opera di Filippo Dobrilla
Opera di Filippo Dobrilla - Credit: Roberta Fosca Fossati

La casa museo di Filippo Dobrilla e delle arti è un luogo dove l’arte e la vita quotidiana sono intrecciate in modo profondo.

Annidato nelle campagne sopra Pontassieve, il Podere Brucoli è dove lo scultore Filippo Dobrilla ( 1968 - 20219) ha vissuto e lavorato, lasciando che il tempo, il gesto e la materia dialogassero tra loro con naturalezza. Le stanze conservano ancora l’atmosfera autentica di una dimora abitata, capace di raccontare la presenza viva dell’artista attraverso gli spazi, gli strumenti e le opere che la attraversano.

Filippo Dobrilla scolpiva il marmo con rispetto e dedizione, seguendo la voce della pietra e accettandone la resistenza come parte del processo creativo. Il suo lavoro nasceva da un rapporto diretto e fisico con la materia, fatto di lentezza, ascolto e conoscenza profonda. Ogni scultura porta con sé il segno di un tempo lungo, condiviso, in cui la forma emergeva poco a poco. Inoltre Filippo Dobrilla coltivava i campi e si prendeva cura delle piante: per lui gesti complementari al lavoro di scultore.

Visitare la casa museo, ancora abitata dai suoi familiari, significa entrare in un luogo di memoria e di presenza, dove si percepisce ancora il legame forte tra uomo, materia e natura, e dove il visitatore è invitato a rallentare, osservare e ascoltare.

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Nota bene
L'inserimento di questo evento non è stato curato dalla redazione di Visittuscany. Per ogni informazione o dettaglio contattare Firenze e Area Fiorentina

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