Fortezze e siti archeologici dell’Elba

Luoghi del passato attraversati da grandi personaggi

Chi ha detto che l’Isola d'Elba è solo mare? La perla dell’Arcipelago Toscano è ricca di cultura, storia e sapori e, ad ogni angolo, regala scorci mozzafiato da vivere e immortalare.

Gli appassionati di trekking e architettura possono andare alla scoperta delle roccaforti e degli antichi luoghi attraversati da personaggi storici. 

Le Fortezze dell'Isola d'Elba
Fortezza di Portoferraio, Isola d'Elba - Credit: Danny Colangelo
Marciana, Isola d'elba, Fortezza pisana

Partiamo col consigliarvi una visita delle Fortezze Medicee, capolavoro dell’architettura militare dell’epoca. La loro costruzione ebbe inizio nel 1548 per volere di Cosimo I De Medici, Granduca di Toscana. Si tratta di un complesso imponente, che racchiude il centro storico della città di Portoferraio e che garantiva la sicurezza della navigazione nel Mar Tirreno. Le principali piazzeforti del sistema fortificato sono i forti Stella e Falcone e la Torre ottagonale della Linguella, all’imboccatura della Darsena.

Del Castello del Volterraio sono ancora visibili i resti risalenti all'epoca pisana (XI secolo d. c.). L'intera pendice dello zoccolo roccioso di cui il castello occupa la sommità dovette essere circondata da mura. Il castello è situato al di sopra della strada che dalla Loc. Magazzini conduce a Rio nell'Elba.

Nella parte più alta del centro abitato di Marciana, invece, si trova la Fortezza Pisana, costruita nel XII secolo e consolidata dagli Appiani tra il 1450 e il 1457. La struttura di forma quadrangolare è racchiusa da quattro torrioni difensivi.

Porto Azzurro, si trova la possente Fortezza di San Giacomo, realizzata da don Garcia de Toledo nel 1603, riprendendo nei bastioni e nella pianta a stella, la fortezza di Anversa. Oggi è un carcere ed è visitabile solo parzialmente. 

Sulla sponda opposta del Golfo di Mola, dove si trova Porto Azzurro, si erge la più piccola e massiccia Fortezza del Focardo, costruita nel 1678 da Alessandro Piston per il Vicerè di Napoli don Fernando Gioacchino Foscardo. La cittadina, a differenza di Portoferraio, diventerà un attivo punto di riferimento per i corsari napoletani, spagnoli, inglesi e francesi, contro il naviglio musulmano.

Le ville dell'Isola d'Elba
Villa romana della Linguella, Isola d'Elba - Credit: Aisoladelba

Presso la località Le Grotte (sulla strada che da Portoferraio conduce a Porto Azzurro), troviamo i resti della Villa Romana costruita nel I secolo a.C. in perfetto opus reticulatum; la struttura comprende un’ampia piscina ornamentale protesa verso il mare con annesso impianto di riscaldamento e ricambio dell’acqua.

A Calata Buccari (Portoferraio), c'è invece la Villa Romana della Linguella del I secolo a. C., modificata tra il II ed il III secolo d. C., in parte inglobata nelle fortificazioni medicee.

La Villa Romana di Capo Castello  di Cavo (Rio Marina) consisteva essenzialmente in due parti: la parte signorile sul promontorio e la probabile parte rustica a sud, sull’adiacente promontorio di Capo di Mattea.

Navi antiche e reliquie
Relitto nei mari della Toscana
Relitto nei mari della Toscana

In posizione strategica sulle rotte del Mediterraneo e munita di ottimi approdi, l’Isola d’Elba ha sempre costituito un affollato crocevia del traffico marittimo di tutti i tempi, attraversato anche dal fascino mitologico degli Argonauti che, alla ricerca del Vello d’Oro, sbarcarono sulla spiaggia delle Ghiaie, nella costa nord. Oltre ai ritrovamenti in mare di numerosi reperti, custoditi nei vari musei dell’Isola, rimangono sul fondo marino i relitti di alcune antiche navi che, per le tempeste o gli assalti dei pirati, incontrarono in queste acque l’epilogo del loro destino.

Un’immersione per ammirare le reliquie di queste esili imbarcazioni, sulle quali tenaci marinai sfidavano gli Dei e gli elementi, è sempre un’emozione fortissima: una nave etrusca di 2600 anni è al largo dell’Enfola; due navi romane presso Sant'Andrea, una con un carico di anfore da vino; una nave romana del I sec. d.C., proveniente dalla Spagna, che poteva portare fino a 7000 anfore, a Chiessi; una romana, del 180 d.C., con un carico di zolfo e anfore, a Procchio; una a Punta Cera, forse naufragata alla fine del III sec. d.C., con un carico di grano.

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