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Nei pressi della vetta del Monte Capanne
Photo ©Shutterstock.com / Stefano Valeri

A passo lento nella natura per scoprire i volti del territorio

6 parchi della Toscana ideali per fare trekking

Trekking&Outdoor by Trekking&Outdoor

Toscana terra d’arte e di storia. Gran parte della fama che la regione si è conquistata nel mondo è indubbiamente legata ai tesori artistici e culturali che essa custodisce, ma toscani sono pure alcuni dei paesaggi naturali italiani più celebri. Citare le colline del Chianti è scontato, ma le dolci ondulazioni delle Terre di Siena rappresentano solo uno dei molti volti della natura toscana.

Per conoscere queste bellezze, non c’è nulla di meglio che visitare a passo lento dell’escursionista i tre parchi nazionali e i tre parchi regionali toscani. Più che una guida, questo articolo vuole essere un invito al viaggio: una carrellata di suggestioni e idee per solleticare la curiosità e la voglia di andare e scoprire.

Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano
Trekking sull'Appennino Tosco-Emiliano
Trekking sull'Appennino Tosco-Emiliano - Credit: Shutterstock.com / Max Barattini

Cominciamo dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Il “parco dei giganti” lo si potrebbe chiamare, perché qui sono alcune delle più elevate cime dell’Appennino settentrionale. I loro profili sono immense schiene piegate e addolcite dagli anni, dove si inerpicano dolcemente i sentieri di crinale, in bilico fra due regioni (un tempo addirittura due stati diversi) e due mondi: quello padano, a nord est, e quello mediterraneo a sud ovest.

Camminare su queste alture significa incrociare le vie della storia: quelle del sale e dei pellegrini, ma anche quelle degli eserciti, che tante volte si sono dati battaglia sul confine appenninico; l’ultima non molti decenni or sono, quando qui si svolsero alcuni degli scontri più cruenti della Seconda Guerra Mondiale.

Camminare tra i sentieri dell’Appennino vuol dire anche incontrare una realtà quotidiana per molti aspetti ancora legata a tradizioni antiche, molto diversa da quella “urbana” cui siamo abituati, ma altrettanto vera e vitale.

Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Le Foreste Sacre del Casentino
Le Foreste Sacre del Casentino - Credit: Shutterstock.com / Cristina Annibali

La caratteristica distintiva del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, accanto alla natura, è la spiritualità. Lo chiamano anche “Il parco delle foreste sacre”, espressione che riassume magistralmente, in una manciata di parole, tutte le suggestioni di un territorio. Ancora una volta la realtà più vera delle cose la si tocca “pedibus calcantibus”.

Gli antichi eremi del territorio del Parco, come quello di Camaldoli, sono isole di pace e introspezione, disperse e allo stesso tempo protette nell’oceano vegetale che le circonda. Arrivare in questi luoghi camminando al cospetto dei grandi alberi della foresta è un percorso non soltanto fisico. Calcando gli stessi sassi e sostando all’ombra degli stessi rami, forse potremo comprendere meglio le ragioni e i richiami della bellezza e dello spirito che portarono monaci ed eremiti in questi luoghi.

Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano
Trekking all'Isola di Capraia lungo il sentiero per Cala della Zurletta
Trekking all'Isola di Capraia lungo il sentiero per Cala della Zurletta - Credit: Shutterstock.com / robertonencini

Come quello verde nelle foreste casentinesi, il mare, quello blu, è protagonista nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Questo però è Mediterraneo, anzi, Tirreno, mare vero, da navigare e non da camminare. All’anima di questo territorio l’escursionista si deve avvicinare in negativo, esplorando ciò che non è acquatico, ma che dall’acqua è nato. Le sette isole dell’Arcipelago Toscano hanno la loro storia scritta nelle rocce (dai graniti del Monte Capanne, sull’Elba, a Capraia e ai calcari di Giannutri) e i sentieri che le percorrono sono come lo scorrere delle righe di un testo. Il senso del racconto però lo sì capisce solo guardando oltre la “sì breve sponda”, a quella distesa muta dalle cui palpitazioni sono sorte queste gocce di terra.

Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane
Trekking nei parchi della Toscana
Trekking nei parchi della Toscana - Credit: Shutterstock.com / Mattia Querci

Di roccia è il cuore del Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane. Le bocche delle genti di là l’hanno addentato come fosse pane. Pane duro e indigesto, che ha ingrassato pochi e fatto sopravvivere tanti fra gli stenti. Dalla fatica e dal sudore di generazioni di cavatori e scalpellini apuani al mondo è venuta la bellezza di opere d’arte immortali e a loro un atavico istinto di lotta all’ingiustizia.

In cammino sui sentieri incontrerete vertigini di bellezza e baratri di scempio, spiriti di libertà, fantasmi di anarchia e vergogne di rappresaglia. Non giudicatele le contraddizioni apuane, non subito almeno. Camminateci dentro prima, attraversatele. Sono secoli di storia da capire e un universo di montagne, boschi e rocce da respirare.

Parco Regionale di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli
Parco Regionale di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli
Parco Regionale di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli - Credit: Shutterstock.com / WR7

L'incanto del Parco Regionale di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli è in bilico fra terra e acqua, natura incontaminata e mano dell’uomo. Un’armonia delicatissima e struggente.

A chi cammina lungo le rive del lago o sui sentieri sospesi sopra la palude possiamo lanciare due sfide. Una per la vista: saprete scorgere fra i chiaroscuri dei canneti l’infinità varietà delle vite che abitano il Parco? L’altra per l’udito: forse chi ha buon orecchio coglierà nel clamore caotico di richiami, fruscii e gracidii quella melodia sottile che Giacomo Puccini qui, dalla sua casa sulle sponde del lago, volle ascoltare per tutta la vita e che di certo ispirò le sue opere più belle.

Parco della Maremma
Parco della Maremma
Parco della Maremma - Credit: Shutterstock.com / Federico Fioravanti

La natura toscana è anche leggenda e inquietante, selvaggio mistero. La Maremma è il luogo che per antonomasia evoca tutte queste suggestioni. Oggi le alture dei Monti dell’Uccellina e le paludi che si estendono ai loro piedi, a vederle dai finestrini di un’automobile, non incutono più il timore di un tempo. Però, immergendovi a piedi fra i percorsi del Parco Regionale della Maremma, fra la macchia mediterranea e gli arbusti pungenti della gariga, che però a primavera fioriscono di una miriade di tenere orchidee, non vi sarà difficile ritrovare il senso di dolente bellezza che ispirò i versi della celebre canzone popolare:

Tutti mi dicon Maremma, Maremma...
Ma a me mi pare una Maremma amara.
L'uccello che ci va perde la penna
Io c'ho perduto una persona cara.
Sia maledetta Maremma Maremma
sia maledetta Maremma e chi l'ama.
Sempre mi trema 'l cor quando ci vai
Perché ho paura che non torni mai.

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