Antiche terme toscane: acque sacre amate dagli Etruschi

Da Saturnia a Bagno Vignoni

Toscana terra d’arte e cultura, ma non solo. Tra i tesori più preziosi della patria di Dante e Leonardo ci sono le sorgenti termali naturali: acque che rigenerano il corpo e lo spirito, per una vacanza all’insegna del relax e del contatto autentico con la natura. Dalla Lucchesia alle ondulate Crete Senesi, sono tantissimi gli stabilimenti dove rimettersi in forma e staccare dai ritmi frenetici della quotidianità: cure sanitarie ma anche trattamenti di bellezza e percorsi olistici, il tutto immersi in paesaggi da sogni e borghi fuori dal tempo.

 

Quella toscana è una tradizione termale che arriva da lontano, furono proprio gli Etruschi i primi ad apprezzare le capacità curative delle acque sotterranee che scorrono in questa terra di arcaici vulcani, come il Monte Amiata. E nel cuore della Maremma sorge uno dei centri più antichi: Saturnia, già noto in epoca etrusca come Aurinia, era considerato un luogo sacro e fu ribattezzato dai Romani in onore del dio Saturno, che secondo il mito aveva dato vita all’acqua sulfurea scagliando sulla terra una saetta.

 

Etruschi e romani frequentavano anche Bagno Vignoni, il delizioso borgo della Val d’Orcia noto per la splendida “Piazza delle sorgenti”, una grande piscina termale che raccoglie le acque che sgorgano da mille metri di profondità a circa 52 gradi. La vasca sorge nel cuore del paese e di notte avvolge in una suggestiva coltre di vapore tutto il centro storico. Già nel Medioevo Bagno Vignoni era famoso in tutta Europa, qui vennero a curarsi anche Lorenzo de’ Medici e Santa Caterina da Siena.

 

Quanto a personaggi illustri anche Bagni di Lucca ha una grande storia di cui vantarsi: già nel 1100 queste terme erano così rinomate che Matilde di Canossa costruì una strada per arrivarci meglio, compreso il celebre Ponte del Diavolo. Qui si sono fermati nei secoli poeti come Byron e Shelley, musicisti come Paganini e Puccini e persino Napoleone e la regina Margherita di Savoia.

 

Più recente ma altrettanto suggestiva la storia di Grotta Giusti a Monsummano Terme, un vero paradiso naturale che un frequentatore abituale come Giuseppe Verdi definì “l’ottava meraviglia del mondo”. La cavità fu scoperta per caso nel 1849  durante dei lavori in una cava di calce, gli operai si calarono nel pozzo e si trovarono davanti a uno scenario fiabesco: migliaia di stalattiti e stalagmiti e un laghetto di acqua calda con dei vapori che fecero sentire subito meglio uno di loro che soffriva di dolori articolari. Acque magiche che ancora oggi non hanno perso le loro capacità terapeutiche.

Cover image credit: Goncalo Figuereido

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