Giotto, affreschi della chiesa di Santa Croce a Firenze-1
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Giotto, Affreschi di Santa Croce

Nell’ultimo periodo della sua attività artistica, Giotto realizza alcuni cicli di affreschi nella chiesa di Santa Croce a Firenze. Gli affreschi sono contenuti nella Cappella dei Peruzzi e nella cappella dei Bardi

Piazza Santa Croce, 16

Nella prima cappella realizza storie tratte dalle vite di san Giovanni Battista e di san Giovanni Evangelista, mentre nella seconda cappella dipinge storie tratte dalla vita di san Francesco. Sulla datazione di questi affreschi non vi è ancora una concordanza critica, ma di certo sono posteriori al 1320, quando Giotto ha intorno ai sessant’anni ed è giunto alla fase più matura della sua arte. Il cattivo stato di conservazione degli affreschi, in particolare quelli della cappella Peruzzi, limita la possibilità di una corretta lettura storico-critica, ma non vi è dubbio che questi dipinti sono l’esito più alto della pittura giottesca. Lo stile, rispetto agli affreschi precedenti, appare più scarno e semplificato, ma il progresso della visione spaziale è decisamente migliore rispetto ad altre opere coeve. Lo spazio è costruito con maggiore ariosità, dando ad ogni figura uno spazio di pertinenza plausibile e visivamente corretto. Il rapporto quindi tra spazio e figura viene affrontato con una maggiore consapevolezza e con soluzioni più felici. In sostanza Giotto, in questi affreschi, giunge quasi alla piena comprensione delle leggi della prospettiva, ad un livello che, qualche decennio dopo, riescono a comprendere solo i fratelli Lorenzetti. Ma questi sono solo gli ultimi tentativi di una ricerca che, alla metà del Trecento, conosce una brusca interruzione, per riprendere solo agli inizi del Quattrocento con Brunelleschi, Masaccio e Donatello

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