La dolce vita del Rinascimento: in viaggio coi Medici in Toscana

Tra grandi Ville, straordinari giardini e opere d'arte

I Medici ci hanno lasciato un’eredità di straordinaria importanza monumentale, artistica e storica, con opere che sono ancor oggi integralmente a disposizione dei visitatori interessati a un percorso nel mondo culturale e spirituale della Toscana del Rinascimento. Fra queste,  Ville e Giardini riconosciuti parte del Patrimonio dell'Umanità dell’Unesco, che rappresentano mete di assoluto interesse.

PERCORSI
Firenze: il cuore religioso e politico della famiglia Medici
A partire dal centro della città, è possibile imbattersi nelle più grandi opere medicee custodite nei suoi rinomati musei, fra cui gli Uffizi, la Galleria Palatina, il Museo degli Argenti e la Galleria dell’Accademia.

Nel percorso non può mancare una visita al meraviglioso giardino di Boboli, creato dai Medici e situato alle spalle di Palazzo Pitti, loro residenza per quasi quattro secoli. Fu progettato come modello del giardino all'italiana, esemplare per molte corti europee, e rappresenta un vero e proprio museo all'aperto popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte e di grandi fontane.

Le più belle residenze e i vini legati alla tradizione dei Medici
Pochi chilometri a nord di Firenze si trova la Villa Medicea della Petraia, tipica residenza suburbana e rifugio dei granduchi di Toscana. Si tratta di una delle più affascinanti ville medicee per la felice collocazione nel paesaggio, l'eccellenza delle decorazioni pittoriche e la rigogliosa natura del parco.

Nelle vicinanze è situata anche la Villa Medicea di Castello, dalla bella architettura rinascimentale, una delle più antiche residenze suburbane della famiglia e la prediletta di Cosimo I. La villa non è attualmente aperta al pubblico, mentre lo è lo splendido giardino, progettato nel 1538 per celebrare il potere del principe attraverso la simbologia  delle sue statue, delle fontane e delle grotte – tra cui la Grotta degli animali, un tempo animata da giochi d'acqua - che affascinano il visitatore insieme al ricco agrumeto e alle sue piante rare. La villa è sede dell'Accademia della Crusca, istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana

Il viaggio continua lungo la Strada dei Vini di Carmignano e dei Sapori tipici pratesi, in particolare a Carmignano e Poggio a Caiano che furono i possedimenti toscani preferiti da Lorenzo il Magnifico, Francesco I e dal granduca Ferdinando, amanti delle belle dimore di campagna, della natura, delle cacce e delle grandi feste nei giardini. Qui si trovano la Villa Medicea di Poggio a Caiano, acquistata nel 1473/74 da Lorenzo il Magnifico come “casa da signore”, con vasti terreni circostanti; e la Villa medicea d’Artimino, fatta costruire da Ferdinando I sul colle omonimo alla fine del Cinquecento, al centro del Barco Reale, grandiosa riserva di caccia curata con grande interesse dal granduca.

Ma questo territorio offre anche un’altra esperienza da provare, i suoi rinomati vini medicei:  
- il Carmignano DOCG, che si può definire il primo vino a denominazione d’origine controllata del mondo, poiché riconosciuto ufficialmente – insieme al Chianti, al Pomino e al Valdarno Superiore - nel bando del granduca Cosimo III de' Medici del 1716.
- il Barco Reale DOC, legato al nome della Riserva di caccia medicea, delimitata da cinta muraria  dove i Medici usavano sperimentare i vitigni.

I Medici nelle terre di Leonardo da Vinci
Lungo la Strada dell’Olio e del Vino del Montalbano Le Colline di Leonardo, oltre a scoprire i luoghi natali del grande genio e a gustare prodotti tipici di qualità, è possibile visitare la Villa Medicea di Cerreto Guidi, edificata nel 1556 per iniziativa di Cosimo I come residenza di caccia e presidio territoriale. All'interno della Villa sono esposti ritratti della famiglia Medici e mobili di varia epoca e provenienza mentre, al primo piano, è stato allestito il Museo Storico della Caccia e del Territorio che ospita una raccolta di armi, principalmente da caccia e da tiro dei secoli XVII-XIX.