Rignano Sull'Arno

Rignano sull’Arno

In giro tra antiche dimore e pievi romaniche

Favorevoli condizioni ambientali hanno certamente favorito fin dalle epoche più antiche il formarsi nel territorio di Rignano di stabili insediamenti umani. Una serie di ritrovamenti archeologici in diverse località dimostrano un intenso popolamento già in età etrusca e romana. Forse il Comune di Rignano sull’Arno, come attesta il toponimo che sembra derivare dal personale latino "Arinianum", fu un insediamento di origine romana ma viene menzionato per la prima volta in documenti della seconda metà dell’XI secolo e comunque la sua nascita è legata anche alla posizione strategica come importante punto di attraversamento dell’Arno. La via più antica di una certa importanza che abbia percorso il Valdarno superiore è ritenuta la strada di origine etrusca che collegava la città di Arezzo con Fiesole e Firenze, detta “dei sette ponti” e che rimaneva sulla riva destra dell’Arno.

Tra gli edifici più insigni del Comune ricordiamo la pieve di San Leolino che divideva con la pieve di San Lorenzo a Miransù la giurisdizione ecclesiastica del territorio. I caratteri stilistici di entrambi gli edifici sono quelli propri dell'architettura romanica. L'impianto è di tipo basilicale, a tre navate divise da ampie archeggiature su pilastri a sezione quadrangolare che si concludono, nella pieve di san Leolino, con tre absidi semicircolari. Il paramento murario è costituito da bozze regolari di pietraforte e alberese disposte a filaretto. Sia l'interno che l'esterno sono improntati alla massima semplicità. Recentemente restaurata, la pieve di San Leolino conserva al suo interno un affresco con L’Incoronazione della Vergine dell’ultimo quarto del XIV secolo e una affresco con La Madonna che allatta il Bambino di Bicci di Lorenzo.       

Anche la pieve di San Lorenzo a Miransù è originaria dell’XI secolo sebbene sorga sicuramente sui resti di un’antica fortificazione di origine romana. Dopo interventi trecenteschi, la chiesa subì pesanti ristrutturazioni nel tardo Ottocento che furono poi eliminati nel restauro degli anni 1966-68. La chiesa ha tre navate divise da archi sorretti da pilastri quadrangolari; la torre campanaria è incorporata alla chiesa e ne è probabilmente l’elemento più antico.

Tra gli edifici civili si distinguono, all’ingresso del paese, la Torre dell’Isola, uno dei più bei monumenti architettonici del territorio, torre di avvistamento e fortilizio, poi casa da signore e il ponte mediceo di origini medievali ma ristrutturato nel XVII secolo in forme rinascimentali. In piena campagna rignanese emerge invece la scenografica villa di Torre a Cona di aspetto settecentesco ma di impianto medievale, poi la villa di Poggiofrancoli che vanta origini cinquecentesche e buontalentiane, il castello di Fontepetrini, il castello di Volognano e la villa fattoria di Castiglionchio che traggono origine in alta epoca medievale dalla nobile casata dei da Quona.

Scendendo verso Pontassieve, presso il piccolo borgo di Rosano, incontriamo l’abbazia di Santa Maria, una delle più antiche abbazie della Toscana, un monastero femminile benedettino fondato nel 780 dove si conserva un raro crocifisso duecentesco. La chiesa dell’abbazia è uno dei maggiori esempi di arte romanica presenti oggi nel contado fiorentino; essa si presenta infatti a tre navate con presbiterio rialzato, chiusa da un’abside semicircolare con pilastri che sorreggono gli archi di valico.Si caratterizza per una cripta divisa in cinque navatelle con copertura a volta sostenute da colonne in pietra serena, con capitelli di buona fattura.

Cover image credit: APT

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