Minucciano

Minucciano

Sentieri panoramici, boschi e ruscelli d'acqua purissima

Gran parte del vasto territorio comunale di Minucciano appartiene al Parco Regionale delle Apuane, in cui si trovano alcune tra le cime più alte che formano il Bacino Marmifero della zona. Tra il versante nord del Roccandagia e quello sud del Pisanino, il Tambura ed il Monte Cavallo, si estende il bacino dell'Acqua Bianca mentre quello d Orto di Donna è costituito dal Pizzo D'Uccello, dal versante nord del Pisanino e dal Grondilice.

La proficua attività legata all'estrazione del marmo iniziò ad espandersi solo agli inizi del 1900, benché da oltre due secoli si conoscesse l'esistenza delle cave, il cui prodotto era stato estratto solo in rare occasioni, per la costruzione di altari nelle chiese locali. L'assenza di vie di comunicazione e di accesso alle cave ha bloccato per secoli l'espandersi dell'attività, finchè si decise la costruzione di strade che favorirono l'inizio di una florida attività commerciale protrattasi per oltre mezzo secolo, bloccando il fenomeno dell'emigrazione verso i paesi europei e le Americhe, dovuto alla scarsità di lavoro, in una zona da sempre prevalentemente dedita all'agricoltura ed alla pastorizia.

Lo stupendo paesaggio alpestre di questo territorio che forma un poligono irregolare posto al confine tra Lunigiana e Garfagnana, consente di effettuare eccezionali escursioni tra i sentieri panoramici che attraversano i boschi percorsi da ruscelli d'acqua purissima.

La storia che ruota attorno a queste terre pare abbia origine dalle antiche popolazioni liguri-apuane, di cui sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici. Fra i reperti archeologici di maggior interesse sono stati rinvenuti le statue stele:menhir risalenti all'età del bronzo, di cui si possono ammirare le copie in un parco archeologico nei pressi dell'Eremo posto in Minucciano capoluogo. Ci sono da segnalare due siti archeologici in fase di studio, uno situato nel colle ove sorge la Chiesa Vecchia di Gorfigliano ed uno riferito ad un Ospedale intitolato a San Nicola risalente intorno alla metà dell'undicesimo secolo, situato alle spalle del Monte Argegna, in località Tea sul tracciato della Via Francigena.

Successivamente il territorio fu abitato dai Romani e certamente dai Longobardi, dei quali si hanno notizie concrete riportate in alcuni documenti originali. Per secoli conteso da potenze vicine, durante l'occupazione franca, Minucciano che sembra prendere il nome dal console romano Quinto Minucio o dal latino Praedium minicianum, fu feudo dei Malaspina, finchè divenne comune autonomo ed ottenne il privilegio di avere una moneta propria nominale (una moneta stabilita per convenzione). Si chiamava "Barbone Minuccianese" e veniva scritta sui documenti che interessavano la vicaria di Minucciano. Corrispondeva nella realtà a 1/3 dello scudo Lucchese.

Dopo il breve ritorno dei Malaspina che governarono per soli quattro anni, con Castruccio Castracani tornò sotto la Repubblica di Lucca. Verso la metà del 1300 il territorio fu ceduto ai Fiorentini, sotto il cui dominio rimase fino al 1369. Quindi, dopo vicende alterne, tornò definitivamente a Lucca, che fece di Minacciano Vicaria a sé stante, mentre le frazioni di Gorfigliano, Gramolazzo, Agliano e Castagnola furono unite alla Vicaria di Castiglione.

Quando nel 1818 questa fu soppressa, tutte le località che vi facevano parte furono annesse a Minucciano, formando un'unica unità amministrativa tuttora esistente.

Uno spartiacque collinoso divide il territorio del Comune in due parti: la zona della Garfagnana ed il versante della Lunigiana, su cui sono distribuite le numerose frazioni del Comune, al centro del quale, arroccato sopra uno sperone roccioso, il capoluogo di Minucciano, antico castello medievale. Nella zona si sono conservae molte tradizioni popolari, come un'eccezionale gara di falò detti Natalecci a Gorfigliano, dove esiste un bellissimo complesso con Chiesa e Torre del Castello. Queste notizie si trovano in un documento Franco-Longobardo del 793 d.c. Il castello ha avuto origine da un insediamento Romano. I

l paese è stato distrutto con il terremoto del 1920; attualmente la chiesa e il campanile sono stati restaurati da volontari. All'interno della zona sono stati iniziati gli scavi archeologici.

In Minucciano esiste il Santuario della Beata Vergine del Soccorso eretto nel 1500 (quest'anno viene festeggiato il quinto centenario della Fondazione). Questo Santuario è inserito nei luoghi della Provincia di Lucca per l'acquisto dell'Indulgenza per il Giubileo. La torre di Minucciano era principale del Castello: venne parzialmente distrutta con il terremoto del 1837, ma in seguito venne ricostruita.

I principali monumenti del comune di Minucciano sono il Crocifisso di Annigoni, che si trova nel cimitero di Gorfigliano nella Cappella Pancetti, La Chiesa Romanica di Pieve San Lorenzo, La Chiesa Parrocchiale di Pugliano del tredicesimo secolo, La Chiesa Parrocchiale di Castagnola stile Romanico del dodicesimo secolo e il Santuario della Beata Vergine del Soccorso con annesso Parco Archeologico con statue stele rinvenute nel comune.

Una delle feste più sentite e apprezzate è la Rappresentazione del Presepe Vivente che si tiene nel periodo Natalizio Altre importanti ricorrenze sono la Rappresentazione della "Passione" nel periodo Pasquale, Il Canto del Maggio teatro epico popolare cantato tra le selve e nelle piazze di paese e La bella Festa del Grano. Per la vigilia di Natale un'altra attrazione turistica sono "I Natalecci", gara fra i rioni del paese a chi accende il fuoco più grande, celebri quelli di Gorfigliano e Verrucolette. Inoltre, Il Palio dei Micci, folcloristica gara che si svolge a Pugliano in ferragosto.

Un sapiente proverbio afferma che un popolo si riconosce dalla sua tavola. Infatti attraverso la cucina si entra in contatto con la civiltà di un luogo e si scoprono gli aspetti più tipici di un paese, la cucina del territorio del Comune di Minacciano si qualifica per semplicità e raffinatezza, coniugando il mangiare di una volta a quello più moderno. I piatti più prestigiosi sono: i minestroni di verdura e le minestre di farro, le polente di granturco e quelle dolci di farina di castagne con contorni in umido di coniglio, cinghiale, o funghi porcini; e poi ancora: i maccheroni spianati, i tortellini

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