Campi Bisenzio

Campi Bisenzio

Citata da Dante nel canto XXXII dell'Inferno

Campi è indissolubilmente legata al suo fiume, il Bisenzio, che attraversa tutto il territorio e sulle cui rive ancor oggi è possibile "leggere" la storia. E' vicino al fiume che intorno all'anno Mille nacque e si sviluppò, protetto dalla Rocca, il primo nucleo urbano intorno alla Pieve di Santo Stefano ed è lungo il fiume che si formarono, all'ombra di un campanile, i tanti "popoli" campigiani, la cui storia è scritta nelle chiese, nelle ville disseminate sul territorio.

Edifici che parlano del profondo legame che univa Campi alle più potenti famiglie fiorentine, del suo ruolo strategico per la difesa di Firenze prima, per il fattore economico dopo. Ogni secolo ha regalato un "segno" al patrimonio storico - artistico della città.

All'interno della città sono visibili il Palazzo Comunale del XIX secolo, che conserva gli antichi stemmi della Podesteria, e la Pieve di Santo Stefano. Si può inoltre visitare il Teatro Dante del XVIII secolo, in passato uno dei tempi storici della musica lirica in Italia, recentemente restaurato.

Infine non sono da dimenticare una visita al Museo Antonio Manzi, dove grazie a alla suacospicua collezione è possibile ripercorrere l'iter dell'artista, e al Museo d'Arte Sacra a San Donnino, dove sono esposte le opere liturgiche ed artistiche più importanti del territorio.
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Valle del Bisenzio

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