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A cavallo in Valdichiana
Photo ©Enrico Caracciolo

Alla scoperta del popolo etrusco tra Volterra e Certaldo

Un itinerario nelle bellezze storiche e paesaggistiche in Val d'Elsa e Val di Cecina

L’itinerario che vi proponiamo interessa le zone storicamente collegate all’antica via Cassia, il cui tracciato romano ricalcava, probabilmente, la viabilità etrusca, toccando alcuni centri minori nei dintorni di Volterra. Un tempo, la strada metteva in comunicazione questa località ad un altro grande centro, posto nell’interno, Chiusi.

Una direttrice si distaccava da questo percorso anche in direzione del nord, verso Fiesole ed Artimino. I ritrovamenti relativi a questi centri minori non sono abbondanti, ma significativi, soprattutto in Val d’Elsa (Monteriggioni, Castellina in Chianti, San Gimignano) ed in Valdera (Villamagna, Lajatico).

La città etrusca di Volterra, a cui tutti questi piccoli centri facevano riferimento, ebbe origine nel periodo villanoviano, posta su un colle dai fianchi scoscesi, in una posizione protetta, tipica degli insediamenti dell’epoca. L’acropoli della città fu il luogo della vita politica e dell’intensa attività religiosa: a partire dal VII sec.a.C. vi furono eretti edifici templari riccamente adornati.

Il maggior splendore della città fu alla fine dell’età ellenistica, nel II-I secolo a.C., poco prima della sua romanizzazione. Di questo periodo sono famose le urnette cinerarie in alabastro, decorate con immagini a rilievo tratte dal mito e dal teatro.

Da Pisa a Volterra
Volterra
Volterra - Credit: Shutterstock / Diego Mariottini

L'itinerario ha inizio a Pisa; attraversando le dolci colline della Valdera, arriviamo a Volterra.

La città di Volterra (l’etrusca Velathri) ha antichissime origini che risalgono all’eneolitico: si sono anche rinvenute testimonianze della civiltà villanoviana ma è solo nel periodo etrusco che da piccoli villaggi sparsi si andò formando il primo nucleo cittadino. Ha continuato ad essere abitata in periodo romano poi in quello medievale, fino ad oggi.

Il percorso si snoda a partire da Porta all’Arco o Arco Etrusco, che faceva parte delle mura già dal IV secolo a.C., le protomi a forma di testa rappresentano probabilmente divinità protettrici dell’ingresso della città

Proseguiamo lungo Via di Porta all’Arco in direzione di Piazza dei Priori e del Duomo, sulla sinistra.

Qui troviamo il Palazzo dei Priori, il più antico palazzo comunale della Toscana, il Duomo, il Museo Guarnacci, con una delle più importanti collezioni etrusche d’Italia.

L'Acropoli Etrusco Romana e le Balze
Balze del territorio di Volterra
Balze del territorio di Volterra

Lasciamo il museo e proseguiamo su Via Don Minzoni (asse viario già presente nella struttura urbana etrusca) e arriviamo a Porta a Selci. Per raggiungere l’Acropoli Etrusco Romana si prosegue lungo via di Castello costeggiando la fortezza; il sito archeologico si inserisce all’interno del vasto parco “Enrico Fiumi”; oltre alle mura etrusche che lo delimitano è possibile osservare alcune cisterne tra cui quella denominata piscina, due edifici templari e i resti di un basolato stradale connesso all’area sacra.

Lasciamo il parco dell’acropoli e scendiamo attraverso via Matteotti - via Guarnacci, passando la Porta Fiorentina nella zona dell’area archeologica di Vallebuona. Qui è visibile il teatro, con una cavea composta da 19 file di sedili. Dietro la scena sono riconoscibili i resti di una struttura termale del IV secolo d.C.

Prima di lasciare Volterra non si può non visitare la già menzionata zona delle Balze (falesie di sabbia poggiate su uno zoccolo di argilla che hanno subito numerosi crolli ed erosioni), 1,5 Km fuori dalla porta S. Francesco.

Da Volterra a San Gimignano
San Gimignano, Piazza della cisterna
San Gimignano, Piazza della cisterna - Credit: Michela Simoncini

Lasciamo Volterra e proseguiamo per San Gimignano, la città che domina la Val d’Elsa. Ha antiche origini etrusche, ma il maggior sviluppo si ebbe in età comunale: era attraversata da una direttrice della Francigena e costellata da numerose torri, più di 70 in origine, oggi 13, alla cui ombra si scontrarono Ghibellini e Guelfi

Per godere il panorama sulla campagna è consigliata una visita a Poggio della Torre o alla rocca di Montestaffoli; potete arrivare anche a Porta alle fonti (sotto il Poggio della Torre) per visitare le fonti del XII-XIV secolo coperte da arcate ogivali e a tutto sesto.

Da San Gimignano a Certaldo
Certaldo, Palazzo Pretorio
Certaldo, Palazzo Pretorio - Credit: Sailko

Da San Gimignano proseguiamo fino a Certaldo, di origine etrusca. Prende il nome dal latino “cerretum altus”, per i boschi di cerro che caratterizzavano il colle; è anche la città in cui nacque e morì Giovanni Boccaccio di cui è rimasta la casa natale, oggi museo.

Si consiglia una visita alla parte alta della città fino al Palazzo Pretorio il cui mastio è l’unica parte rimasta del castello degli Alberti (XII sec.), le restanti parti sono quattrocentesche.

Da vedere nei dintorni
Museo archeologico di Peccioli
Museo archeologico di Peccioli - Credit: Fondazione Peccioliper

Se cercate delle varianti al nostro itinerario, potete prendere in considerazione il museo archeologico di Peccioliil centro espositivo e documentazione archeologica di Capannolila necropoli etrusca di Terricciola e il museo civico di Montaione.

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Arte e Cultura