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Nei fondali a caccia di bellezze sommerse e tesori sottomarini

Nell'oro blu della Toscana

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Lo snorkeling e il diving sono le attività di chi ama immergersi nella contemplazione, di colui che non si ferma alla superficie delle cose ma vuole conoscere, scoprire, trovare qualcosa di assolutamente nuovo in un mare che nasconde meraviglie a qualche metro di profondità dalla lastra di luce in cui fare una nuotata. Agli esploratori del mare la costa toscana regala emozioni intense e le isole, fulgide perle in superficie, si rivelano come il non plus ultra, oasi di bellezza sottomarina garantita da anni di tutela ambientale.

Immersione all'Elba
Immersione all'Elba - Credit: R.Ridi
Nel mare dell'arcipelago
Nel mare dell'arcipelago - Credit: Anders Finn Jørgensen

La Costa degli Etruschi racconta a chi si immerge nelle sue acque i misteri del Golfo di Baratti, un tempo fiorente porto etrusco e snodo commerciale, oggi meta turistica i cui fondali sabbiosi potrebbero ancora nascondere i resti di una civiltà scomparsa da secoli; diversi sono invece i fondali rocciosi della Maremma grossetana, casa di numerose varietà di pesci che si rivelano a chi saprà approcciarsi dolcemente.

Sotto le sette isole note come le Perle del Mediterraneo si cela lo scrigno delle meraviglie, là dove l'Arcipelago Toscano risuona ancora delle parole di Venere innamorata; un luogo che dona incredulità e fascino a diversi metri sotto la superficie, dove la pressione esercitata dall'acqua si trasforma in volontà di scoperta. Fare snorkeling all'Isola d'Elba vuol dire rimanere sbalorditi dai pesci e dalle architetture di posidonia che caratterizzano questi fondali, di cui anemoni, polpi e coralli sono solo una parte; l'immersione allo Scoglietto di Portoferraio significa aprire se stessi all'incredulità: zona di tutela biologica dal 1971, nei suoi fondali si trovano numerosi tesori sottomarini, dalle molteplici forme di vita (in una sola immersione si possono incontrare praticamente tutte le varietà di flora e fauna marina che esistono nel Mediterraneo!). Qui è possibile imbattersi in una statua del Cristo dietro la quale si è formato un particolare muro di spugne gialle. Arte naturale e opera dell'uomo si mescolano in un ecosistema simbiotico immobile nel tempo sebbene in continuo mutamento, che può essere solo osservato, persino studiato, di certo ammirato con spirito puro e mente aperta.

Meraviglie anche sotto Pianosa, isola chiusa al pubblico per un secolo e mezzo che ha conservato e rivela attraverso la maschera un paesaggio sottomarino ancora incontaminato, habitat di specie come aragoste, aquile di mare, pesci luna e barracuda, che nuotano tranquilli intorno al visitatore.

I fari di Punta del Fenaio a nord e Punta del Capel Rosso all'estremo meridione rappresentano partenza e arrivo di un percorso circolare intorno all'Isola del Giglio che si offre tutto l'anno a colui che non si cura delle stagioni.

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