Ceramica di Montelupo

Le città della ceramica: arte e tradizioni in Toscana

Ecco le capitali dell'artigianato toscano

La Toscana è terra di passione, di saper fare e di creatività. Non è un caso se proprio qui nascono le maioliche, le terrecotte e la porcellana. L'arte antica del plasmare le materie prime e decorarle è ancora oggi un segno distintivo e unico della nostra tradizione culturale. Spesso le ceramiche sono il simbolo della Toscana nel mondo e contribuiscono a portare le nostre eccellenze anche all'estero. Ci sono alcune città in particolare che vantano lavorazioni centenarie e ogni giorno producono oggetti di qualità e di gran pregio estetico. Ecco una breve "guida" delle capitali della ceramica della nostra regione:

Anghiari

Molte famiglie ad Anghiari conservano ancora pignatte, tegami e scaldini (nei tre diversi tipi: la vecchia, la florentina ed il costolato) frutto di una tradizione di vasai ormai estinta. La tipicità di questa produzione era nel caratteristico colore, ottenuto dalla macinatura di sassi neri.

Asciano
Decorazioni su ceramica
Decorazioni su ceramica - Credit: Marta Mancini

Al centro delle Crete Senesi, nel Medioevo Asciano inizia a distinguersi per la propria produzione di ceramica e maioliche. Gli artigiani del luogo hanno prodotto opere incredibili nel tempo, tanto che alcune sono ancora conservate nei musei europei.

Borgo San Lorenzo

A Borgo San Lorenzo, l'attività dei vasai è documentata sin dal XV secolo ma è nel Novecento che si può far coincidere l'inizio dell'epoca d'oro per il paese. Nella Villa Pecori Guidi, è oggi ospitato il museo della Manifattura Chini.

Carmignano

Fin dagli ultimi decenni del Trecento nel piccolo borgo di Bacchereto si sviluppò una fiorente produzione di ceramica, che fece sentire la sua influenza anche nei comuni limitrofi. Nel museo di Artimino è possibile ammirare diverse produzioni color rosso mattone, rivestite di smalto bianco e decorate con verde ramina e bruno manganese.

Impruneta
Le ceramiche Ginori
Le ceramiche Ginori - Credit: Marta Mancini

La terracotta più famosa è quella di Impruneta, un'antica cittadina a sud di Firenze. Si ottiene lavorando l'argilla con particolari tecniche e cuocendola poi in fornace. L''argilla in questa zona ha caratteristiche particolari: è scistosa, molto ricca di ferro, molto malleabile e allo stesso tempo elastica e resistente.

Montelupo Fiorentino

Lo sviluppo della città si ha nel Medioevo e lo si deve proprio alla specializzazione della produzione di ceramiche, una tradizione molto rinomata ancora fino ad oggi. Da visitare il Museo della Ceramica, un viaggio nei sette secoli della tradizione artigiana e il museo archeologico.

Montepulciano
Ceramica

L'indagine archeologica ha ricostruito una produzione ben strutturata con prevalenza di forme aperte (bacili, piatti, scodelle, ciotole) e boccali e orcioli a destinazione farmaceutica, il tutto secondo una tecnologia basata sulla fabbricazione della mezzamaiolica.

Montopoli Val d'Arno

La tradizione delle fornaci di Montopoli nasce con la produzione dei laterizi che caratterizzano gli edifici locali fin dal Medioevo ma, altre fonti certe, documentano che, presto, vi si fosse affiancata una produzione di ceramiche ad uso domestico. Il museo civico ospita una sezione dedicata a queste arti figurative.

Sesto Fiorentino

A poca distanza da Firenze, la culla del Rinascimento, si trova la cittadina di Sesto Fiorentino, un nucleo molto importante e conosciuto soprattutto per la tradizione della ceramica e per i numerosi luoghi d'arte. Un centro che vanta una lunga storia, a partire da insediamenti etruschi, ma poi sviluppato soprattutto in epoca romana lungo la Via Cassia. 

La lavorazione della ceramica
La lavorazione della ceramica
Trequanda

Le manifattura locali rifornivano di orci e conche i centri olivicoli dell'area senese e della Valdichiana; alla fabbricazione di terrecotte di maggiori dimensioni si affiancavano varie lavorazioni a tornio, per realizzare catinelle, scolapaste, catini, scaldini e anche stoviglie da tavola e pentolame da cucina invetriato.

Vicopisano

L'attività dei ceramisti locali, probabilmente, si è avviata nel Medioevo ed è documentata a partire dal '500. Si potevano sfruttare i depositi argillosi dell'Arno e utilizzare il fiume per il trasporto del prodotto finito. La produzione dei catini rappresentava l'attività principale dei ceramisti.   



Per informazioni dettagliate sui centri della terracotta e della ceramica: www.ceramicatoscana.it  

Cover image credit: Marta Mancini

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