artigianato

Botteghe d’Oltrarno: dove si respira la Firenze autentica

Nei laboratori creativi dei maestri artigiani

La chiamano l’altra Firenze, quella popolare, della tradizione, della polvere che si appoggia leggera nelle botteghe degli artigiani, quella che sprigiona creatività e colore, qualità e unicità. Quella è la Firenze d’Oltrarno, la città del popolo e degli antichi mestieri. Ed è anche uno degli angoli del capoluogo toscano più suggestivi, passionali, poliedrici. Da non perdere quell’angolo al di là del fiume d’argento, un tempo considerato “il quartiere povero” della gloriosa Signoria oggi è uno dei luoghi che trasudano storia più di ogni altro e che raccontano della genialità di un tempo, da ritrovare ancora oggi, a portata di mano.

Firenze è ancora lì da scoprire nel dedalo di viuzze dove ogni mattina gli artigiani tirano su il bandone e si mettono al lavoro. Con il ritmo dell’uomo, con la manualità raffinata che segue antiche tecniche di lavorazione tramandate da secoli, con il lavoro paziente e meticoloso che contraddistingue l’artigianato fiorentino in tutto il mondo.

Un panorama eterogeneo di maestri d’arte che si trovano sparsi in San Frediano, San Niccolò o in Santo Spirito. Lungo il percorso ci si può imbattere in laboratori di oreficeria dove ammirare creazioni eccezionali e dove vengono lavorate anche le pietre preziose con abilità e maestria, dove si disegnano e creano gioielli di rara bellezza o ancora dove è possibile scoprire le botteghe famose per il cesello dell’argento, fatto rigorosamente a mano.

E ancora ci sono strade famose per l’antiquariato, come Via Maggio o luoghi dell’arte dove si pratica l’antica tecnica dell’incisione, della lavorazione dei metalli o la quattrocentesca tecnica della doratura di mobili e cornici nella splendida Santo Spirito.

Botteghe che vantano clienti da tutto il mondo e che raccontano della tradizione della ceramica, dell’arte, dell’intaglio del legno, della decorazione. Di lavoro e di passione, di quell’eclettismo che caratterizza l’Oltrarno, là dove si respira ancora l’odore del mastice, delle vernici, dove il tempo si mischia sapientemente ai rumori del lavoro. Lì vive quella Firenze che non si può far altro che amare, lì c’è la Firenze da scoprire, da vedere e nella quale perdersi, bottega dopo bottega.