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Interno della Quadriga Infernale a Sarteano
Photo © Opera propria
Photo © Opera propria

Etruschi LGBTQ+ : alla scoperta di un’antica civiltà

Tre luoghi imperdibili per scoprire l’amore da un punto di vista LGBTQ+ in Etruria

Gay.it
di  Gay.it

Se c’è una regione in cui possiamo trovare tracce dell'antica civiltà etrusca, quella è la Toscana. Degli Etruschi non sappiamo ancora molto e per questo motivo risulta essere una civiltà tanto affascinante e misteriosa. Tutto quello che conosciamo lo dobbiamo alle necropoli che raccontano storie attraverso artefatti, affreschi e reperti di ogni genere.

La Valdichiana Senese è una delle zone più interessanti per chi voglia conoscere qualcosa in più e magari capire come si amavano gli etruschi.Per farlo vi raccontiamo tre luoghi imperdibili per scoprire l’amore da un punto di vista LGBTQ+ in Etruria.

Elenco contenuti
  • 1.
    Museo Archeologico Nazionale di Chiusi
  • 2.
    Quadriga Infernale a Sarteano
  • 3.
    Museo Archeologico di Chianciano Terme

Museo Archeologico Nazionale di Chiusi

Kylix con atleti nudi
Kylix con atleti nudi - Credit: Opera propria

Iniziamo il nostro viaggio visitando il Museo Archeologico Nazionale di Chiusi. Al suo interno sono raccolti reperti etruschi, romani e longobardi di grande importanza. Fra le opere esposte si possono ammirare gioielli, canopi chiusini e ceramiche attiche a figure nere e rosse

Fra le teche del museo ci sono tanti reperti che raccontano della vita degli Etruschi e fra queste, nella vetrina 25, si possono vedere diverse kylix (coppe da vino in ceramica) che raffigurano scene omoerotiche come gli atleti nudi in palestra, simposi e ancora danze con satiri e menadi. Non mancano le rappresentazioni classiche di Ercole, Apollo, Ermes da sempre personaggi mitici collegati alla cultura LGBTQ+.

Quadriga Infernale a Sarteano

Coppia di amanti all'interno della Quadriga Infernale
Coppia di amanti all'interno della Quadriga Infernale - Credit: Opera propria

La Quadriga Infernale di Sarteano è fra i ritrovamenti più incredibili di arte etrusca dell’ultimo ventennio. La scoperta è avvenuta solo nel 2003 e ha portato alla luce una tomba scavata nel travertino a 5 metri di profondità e decorata con un ciclo pittorico eccezionale che non sembra non essere stato intaccato dal tempo.

Entrando nella tomba si riconosce subito la quadriga guidata dal demone della morte Charun, il corrispettivo etrusco di Caronte. Andando qualche passo più avanti però ci si trova davanti a un dipinto che lascia poco all’immaginazione, una coppia di uomini con molta probabilità i defunti, che con amore si scambiano un abbraccio eterno. Gli studiosi non hanno ancora stabilito se si tratta di una coppia padre-figlio, ma l’abbraccio così tenero e affezionato fa pensare a tanti che si tratta di una coppia di innamorati.

Le visite alla Quadriga Infernale sono contingentate per preservare la fragile bellezza del sito e si può prenotare seguendo le indicazioni presenti sul sito del Museo Archeologico di Sarteano. In alternativa si può ammirare la riproduzione della tomba realizzata nel 2009 e presente al piano inferiore del museo di Sarteano.

Museo Archeologico di Chianciano Terme

Tinia, il dio etrusco esposto al Museo Archeologico di Chianciano Terme
Tinia, il dio etrusco esposto al Museo Archeologico di Chianciano Terme - Credit: Opera propria

Altro luogo da non perdere è il Museo Archeologico di Chianciano Terme. Il Museo si trova all’interno di un ex granaio ottocentesco e vanta la più importante collezione al mondo di canopi etruschi. Il museo si sviluppa in quattro piani dove è possibile ammirare reperti, ricostruzioni e corredi tombali utili a comprendere questa civiltà così misteriosa.

Segnaliamo la presenza di sculture votive per gli dei cari alla cultura della comunità LGBTQ+. Fra questi il volto di Tinia proveniente dal Tempio etrusco dei Fucoli e risalente al II secolo a.C. Tinia era il dio etrusco corrispondente a Zeus del cui amore con Ganimede abbiamo parlato grazie al quadro esposto nella Galleria degli Uffizi.

Altra opera che si ricollega alla comunità LGBTQ+ è quella di un’anfora a figure nere con satiri e uomini in pose orgiastiche, senza alcun pudore e senza alcuna paura di essere giudicati.

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