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3 motivi per visitare Montevarchi

Idee e consigli per visitare un angolo inedito del Valdarno

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Montevarchi è un piccolo centro del Valdarno Aretino. Fin dai tempi antichi, la città ha ricoperto un ruolo di rilevanza strategica poichè si trova a metà strada tra Arezzo, Firenze e Siena.

Recentemente, dopo aver vissuto una fase di notevole sviluppo industriale, è conosciuta per la produzione di cappelli e altri prodotti in feltro. Attiva è anche la lavorazione della pelle per la produzione di scarpe e borse di alta qualità, per il mondo della moda.

Ecco 3 motivi per visitare Montevarchi: vi consigliamo di andarci nel mese di settembre per poter vivere appieno l'aria di festa e della tradizione.

Museo Paleontologico
Museo Paleontologico
Museo Paleontologico - Credit: Museo Paleontologico di Montevarchi
Chi viaggia con i bambini non può non visitare il Museo Paleontologico di Montevarchi, nell’antico convento francescano di San Lodovico: raccoglie circa 2600 reperti, provenienti quasi esclusivamente dal Valdarno Superiore e di età compresa fra il Pliocene superiore ed il Pleistocene inferiore.
La collezione è ricca di esemplari rari, come l’Elephas meridionalis, un elefante imponente che poteva superare i 4 metri per 200 quintali di peso, le iene giganti (Pachycrocuta brevirostris), i temibili predatori solitari simili alle tigri dai denti a sciabola (Homotherium crenatidens) e agli attuali giaguari (Panthera toscana-gombaszoegensis).
Il Cassero
Cassero per la scultura di Montevarchi
Cassero per la scultura di Montevarchi - Credit: Cassero per la scultura di Montevarchi

Michelangelo Monti, Timo Bortolotti, Arturo Stagliano, Alberto Giacomasso, Mentore Maltoni, Valmore Gemignani, Firenze Poggi e Donatella (Dodi) Bortolotti: sono solo alcuni grandi artisti presenti nella collezione del Cassero di Montevarchi, un museo che ha sede in una struttura risalente al XIV secolo.

La collezione permanente consta di oltre duemilacinquecento opere tra bronzi, marmi, gessi, terrecotte e disegni, di artisti toscani e italiani, giunte a Montevarchi insieme ad un grande numero di documenti originali, fotografie d’epoca e rassegne stampa.

Il Gioco del Pozzo
Il Gioco del Pozzo - Montevarchi
Il Gioco del Pozzo - Montevarchi

Le tradizionali Feste del Perdono si celebrano annualmente a Montevarchi la prima domenica di settembre. In questa occasione i cittadini e i visitatori rivivono uno degli episodi più belli della loro storia, il ritorno del loro “Signore” e valoroso Capitano dei Guelfi di Toscana, il Conte Guido Guerra, che accompagnato da Carlo d’Angiò conte di Provenza reca in dono alla Chiesa di San Lorenzo in Montevarchi una preziosa Reliquia della Madonna.

Questo importante evento storico è stata riprodotto anche da Andrea della Robbia nel bassorilievo conservato nel Museo di Arte Sacra della Insigne Collegiata di Montevarchi.

Nel contesto dei festeggiamenti del Perdono si disputa il Gioco del Pozzo, un'antica tradizione che viene riproposta nelle sue antiche modalità nella cornice di Piazza Varchi. Il gioco nasce con molta probabilità dalla necessità di stabilire chi avesse la priorità tra i 4 gonfaloni del centro storico ad attingere dal pozzo cittadino nei mesi di siccità. La priorità aveva validità un anno a partire dalla prima domenica di settembre e tale ricorrenza rappresentava il fulcro delle feste del perdono cittadino.

In Montevarchi si celebra una vera e propria festa in stile medioevale: cene, spettacoli ed animazione del Medioevo. Nel pomeriggio della domenica hanno luogo le finali e la dichiarazione del Gonfalone vincitore. E' una partita avvincente che consiste nel tentativo della squadra che attacca di centrare il bersaglio, ovvero l'apertura del pozzo.

Alla fine del gioco il Podestà consegna al Magistrato e al Capitano del Gonfalone vincitore delle contese una caratteristica “mezzina”, tipico contenitore di acqua che simboleggia la conquistata precedenza ad attingere il prezioso liquido per la propria gente.

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Arte e Cultura