Isola del Giglio, Cala dell'Allume

Isola del Giglio

Paradiso incontaminato immerso in un mare cristallino

Leggi la storia Isola del Giglio su logo toscana ovunque bella Isola del Giglio La leggenda di San Mamiliano Tra draghi e pirati, il lungo rapporto di un patrono errante con la sua terra promessaLeggi la storia

Di fronte all’Argentario in limpide acque color smeraldo si innalza la bellissima Isola del Giglio, riconosciuto paradiso naturalistico nonché seconda isola dell’Arcipelago Toscano. Il Giglio deve il nome al greco aegilion, “isola delle capre”, molto probabilmente per via del territorio montuoso - quasi interamente costituito di granito - ricco di greppi adatti agli animali rupestri.

La bella costa dell’isola è frastagliata e caratterizzata da rocce scoscese ma lisce (perfette per sdraiarsi al sole o passare una piacevole giornata in riva al mare), intervallate solo dalle cale dell’Arenella, di Porto, di Cannelle e delle Caldane lungo la costa est e dalla più ampia spiaggia di Campese a nord-ovest. Il piacevole clima mite del Giglio rende possibile visitare l’isola non solo in estate, permettendo soste e pernottamenti quasi lungo tutto l’anno. Le acque dell’isola, particolarmente limpide, e i fondali ricchi e pescosi permettono ai turisti e agli appassionati di diving di vivere un mare incontaminato in una cornice incantevole e spesso non troppo battuta. Lungo i fondali dell’isola, ricchi di praterie di Posidonia fino a profondità inusuali, segnale dalla salute del litorale, è possibile vedere l’ormai raro cavalluccio marino, mentre a profondità maggiori si possono osservare pareti verticali coperte di spugne azzurre, e gorgonie rosse e gialle, intorno alle quali le acque brulicano di vita.

Interessanti anche la flora e la fauna dell’isola, dove la rigogliosa macchia mediterranea è alternata agli antichi terrazzamenti costruiti per rendere possibile la coltivazioni di oliveti e vigneti, da cui si ricava il pregiato vino bianco Ansonica.

I primi insediamenti sull’isola risalgono probabilmente all’epoca etrusca, successivamente, dal III secolo a.C., il Giglio cadde sotto la dominazione romana, divenendo proprietà della nobile famiglia Domizi Enobardi. Oggi la popolazione è concentrata nei tre centri di Giglio Porto, Giglio Castello e Campese. Giglio Porto è un pittoresco porticciolo adagiato su un’insenatura racchiusa da due moli e dal retrostante anfiteatro collinare terrazzato a vigneti. Da qui una strada stretta e tortuosa sale a Giglio Castello, sede del comune da cui dipende anche l’Isola di Giannutri. L’antico paese ha conservato il suo aspetto di borgo fortificato, cinto da alte mura medievali munite di torri, ed è costituito da un dedalo di vicoli sormontati da archi, oscuri sottopassaggi, ripide scalinate scavate nella roccia e vecchie case addossate le una alle altre dominate dall’alta Rocca. Sulla costa occidentale dell’isola c’è Campese, località principalmente vacanziera posta al centro di una baia orlata da un’ampia spiaggia dorata, impreziosita dalla presenza di un’imponente Torre eretta ai tempi di Ferdinando I.

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