Bagno a Ripoli

Bagno a Ripoli

Cipressi, case coloniche, vigneti e uliveti: ecco la perla della Vallombrosa

Dallo Spedale dei viandanti, "Il Bigallo", al poetico Ninfeo di Giambologna, più noto come Grotta di Fata Morgana, passando per dolcissimi paesaggi urbanizzati. Ecco un affresco del bellissimo territorio di Bagno a Ripoli, a Sud della città di Firenze, laddove, senza soluzione di continuità, si inseguono cipressi e case coloniche, vigneti e uliveti che incastonano tabernacoli e dove pulsa forte una realtà produttiva che crede ancora nella tradizione. Un territorio a tratti pianeggiante ma sostanzialmente collinare, caratterizza questo lembo verde della provincia di Firenze, dove brillano maestose e supponenti ville medicee e chiese rupestri che custodiscono come uno scrigno capolavori quattrocenteschi.
  
Da non perdere l'Oratorio di Santa Caterina delle Ruote, fatto erigere dalla famiglia fiorentina degli Alberti attorno al 1354, che sorge non distante dal Cimitero di Ponte a Ema. Al suo interno si trovano affreschi di rara bellezza, che narrano la vita della principessa martire Santa Caterina d' Alessandria, detta delle Ruote a causa del martirio subito. Il ciclo venne avviato intorno al 1360 dal Maestro di Barberino e da Pietro Nelli, ai quali spetta la decorazione del vano absidale e dell'arcone che lo precede; fu poi completato per volere di Benedetto Alberti a partire dal 1387, da Spinello Aretino, brillante esponente della pittura tardogotica. Il Comune di Bagno a Ripoli, divenuto proprietario dell'oratorio nel 1992, ha dato il via al restauro restituendo alla gloria uno spazio di grande suggestione.

Cover image credit: Sailko - Wikimedia

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