Via Francigena in bici

Francigena in bici da Pontremoli ad Aulla

Un tracciato alternativo in Lunigiana passando per i borghi "dimenticati"

Si pensa sempre al pellegrinaggio come a un viaggio da intraprendere lentamente, a piedi lungo i sentieri e le strade sterrate. Ma ci sono tratti della Via Francigena, il simbolo del turismo religioso, percorribili anche in bicicletta. È il caso dell’itinerario “alternativo” che da Pontremoli giunge alla città di Aulla.

Secondo questa variante, il viaggiatore, oltrepassando l’agglomerato di case che sembrano “proteggere” la Pieve di Saliceto e Villa Pavesi, fa tappa prima al borgo di Mulazzo che, in passato, è stata un’importante residenza della famiglia Malaspina. Inoltre, nel paese è possibile ammirare anche il torrione della rocca di Dante, chiamata così proprio perché una vecchia leggenda attesta che il poeta vi fu ospite.

Abbazia di San Caprasio
Abbazia di San Caprasio

Continuando a pedalare attraverso una sorta di “galleria di alberi”, si arriva poi a un altro gioiello in pietra, fermo nel tempo, Lusuolo. Il piccolo ma grazioso centro storico dell’epoca medievale è affiancato al castello che, recentemente, è diventato la sede del Museo dell’emigrazione della gente toscana.

Quindi, il percorso va a interessare Barbarasco, una piccola frazione del comune limitrofo di Tresana, conosciuta per il maestoso e antico castagneto, presso il quale si trova anche l’Oasi del Pellegrino: un punto di sosta e ristoro attrezzato con una fontana di acqua potabile.

Da qui si raggiunge facilmente Terrarossa, villaggio medievale che sorge direttamente sul percorso descritto da Sigerico. Il suo castello, risalente al XVI secolo e dedicato agli scambi commerciali, è stato restaurato in età moderna e adibito a centro culturale.

Si arriva infine ad Aulla, il cui centro storico è stato purtroppo distrutto durante i bombardamenti dell’ultima guerra. Oggi, tuttavia, la città ha riscoperto un grande tesoro nascosto. L’abbazia di San Caprasio ha infatti custodito per decenni le reliquie del santo, adesso sotto l’altare maggiore della chiesa. La stessa area archeologica comprende anche il Museo di San Caprasio, protettore dei pellegrini della Via Francigena, e un edificio dedicato all’accoglienza dei viaggiatori della fede.

Cosa mangiare
Testaroli
Testaroli - Credit: Francesca Longo

Come la cultura lunigianese, composta da un mix di Liguria, Toscana e Emilia Romagna, anche la cucina locale mescola più ingredienti. Le lasagne chiamate appunto “bastarde” ne sono testimonianza: preparate con farina di grano e castagne, vengono accompagnate con olio extra vergine di oliva e parmigiano, oppure con un delicato sugo di porri.
Tipici della regione anche i testaroli, capolavori per il palato che ricordano lontanamente crepes soffici e spugnose; i panigacci di Podenzana (a pochi km da Aulla) sono anch’essi frutto di un impasto semplice di acqua, sale e farina. Vengono cotti in testi roventi di ghisa e sono ideali per servirli con salumi e formaggi, oppure con condimenti al pesto, ragù o sugo ai funghi.

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