Viaggio ad Anghiari, nel cuore della Valtiberina toscana

Stavo guidando in direzione Roma sull'autostrada. A stento stroncavo gli sbadigli con gli occhi ancora assonnati. Il sole riusciva a scaldare anche quella giornata ventosa di ottobre, a rendere magico anche quel tratto di asfalto anonimo. Non ero mai stata ad Anghiari, ma ne avevo sempre sentito parlare molto bene. Tanto che alcune persone mi hanno pure risposto: "Ma come non ci sei mai andata? Ma che toscana sei?". A dirvi la verità, pensavo fosse il solito paese arroccato, piccolo e in collina, che avesse trovato fortuna - turisticamente parlando - per la storica Battaglia, immortalata da Leonardo da Vinci: una pittura situata già dal 1503 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio di Firenze. Beh, mi sono dovuta ricredere. Anghiari è veramente una città meravigliosa e - se vogliamo - anche maestosa. Stavo seguendo la voce innaturale del navigatore che, stranamente, mi aveva condotto subito a destinazione senza farmi fare giri inutili. Svolto a sinistra un po' scettica, mi immetto in Corso Matteotti e questa è stata la prima vista sulla città: il caratteristico rettilineo che attraversa Anghiari. Non conoscevo niente di simile.
Il caratteristico rettilineo che attraversa Anghiari
Il caratteristico rettilineo che attraversa Anghiari
Ma le sorprese non finiscono qui. Varcata la soglia delle mura, mi imbatto subito nel Museo delle memorie e del paesaggio, ospitato nel Palazzo Marzocco. Qui, il percorso espositivo si snoda lungo reperti di età romana e medievale, armi da fuoco realizzate a mano e la riproduzione in chiave moderna della Battaglia di Anghiari. Il museo testimonia anche gli antichi mestieri locali: da citare in primis la produzione di terracotte. Sono famosi infatti i vasi d'Anghiari per il loro colore scuro ottenuto dalla macinatura di sassi neri. Il territorio è infoltre conosciuto per le storiche famiglie di cestai, ovvero coloro che si dedicano alla lavorazione dei vimini raccolti lungo il fiume Tevere, dando vita poi a dei cesti bellissimi, considerati delle vere opere di prestigio.
Il castello di Montauto
Il castello di Montauto
A pochi chilometri dal centro storico, si apre la natura della Valtiberina, con i suoi colori che vanno dal verde dei Monti Rognosi al giallo delle piantagioni di tabacco, un'altra eccellenza a km 0. Senza parlare delle fortezze e dei casteli che dominano le valli: guardiani del patrimonio storico che dimostrano la prosperità dei tempi passati. Si veda ad esempio il Castello di Montauto, lo stesso che incantò San Francesco nel suo cammino verso La Verna. La mia visita ad Anghiari si è chiusa poi con un pranzo a base di prodotti e ricette tipiche. Devo dire che a tavola ci sanno davvero fare! Vi lascio con questa foto di frutta sana e golosa e vi invito a mettervi in viaggio verso questa perla toscana: vi prometto che non ve ne pentirete!
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Cesti di benessere e gusto ad Anghiari [Photo Credits: Monica Arellano-Ongpin]

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