Tra gli eventi più attesi dell'anno nel Valdarno Aretino, le Feste del Perdono occupano un posto speciale nel cuore dei valdarnesi. Radicate in una tradizione secolare che affonda le radici nel Medioevo, sono molto più di una semplice festa di paese: sono un viaggio nel tempo, un'occasione per conoscere le eccellenze del territorio, dall'enogastronomia all'agricoltura, dall'artigianato all'arte, e per scoprire le mille peculiarità dei borghi attraverso antiche usanze ancora vive e sentite. Chi non conosce il Valdarno troverà in queste feste il modo migliore per avvicinarsi alla sua anima più autentica.
La festa affonda le sue radici nel Medioevo e più precisamente nell'XI secolo, quando si diffuse la pratica di concedere ai fedeli indulgenze al compimento di determinate azioni, come pellegrinaggi o elemosine. Prima ancora di assumere questa valenza nella liturgia cattolica, era una festa di origine ebraica, istituita secondo la tradizione da Mosè: un periodo in cui i fedeli erano chiamati a fare ammenda per i fatti compiuti nel corso dell'anno.
In Valdarno, secondo l'opinione degli studiosi, la festa matrice di tutti i Perdoni sembra sia stata quella di San Giovanni Valdarno, come ricorda una bolla papale di Innocenzo VIII del 1486 conservata nei Capitoli dell'Oratorio: le celebrazioni erano collegate al culto della locale immagine della Madonna delle Grazie, la cui indulgenza veniva elargita la domenica dell'Assunta. Col passare degli anni, le celebrazioni si diffusero nei centri vicini, dove spesso si intrecciavano, e talvolta assorbivano, altre feste religiose già esistenti.
Fino agli anni '60, il Perdono era legato a filo stretto al mondo mezzadrile: le celebrazioni erano accompagnate da mercati e fiere dove la gente di campagna coglieva l'occasione, in un periodo dell'anno che era vigilia di azioni importanti come la vendemmia e l'aratura, per comprare bestiame e rinnovare gli attrezzi. Oggi le feste hanno perso quasi del tutto il loro carattere religioso, ma continuano a essere un momento di partecipazione e identità collettiva fondamentale per le comunità locali.
Le Feste del Perdono iniziano già a fine luglio, da Cavriglia a Castelfranco Piandiscò, per arrivare a settembre con le manifestazioni più grandi nei paesi del fondovalle: inizio settembre a Montevarchi, metà settembre a San Giovanni Valdarno, fine settembre a Terranuova Bracciolini.
Il Perdono di Montevarchi si distingue per la sua vivace rievocazione medievale: nei giorni della festa, il centro storico si trasforma con allestimenti d'epoca e la messa in scena del Gioco del Pozzo, una delle tradizioni più sentite della città. La competizione vede sfidarsi i quattro rioni storici, Sant'Andrea, San Francesco, San Lorenzo e Santa Maria, in un gioco che rievoca l'antica rivalità tra quartieri per la precedenza nell'attingere acqua dal pozzo cittadino durante i periodi di siccità e conflitto. Le partite mescolano la fisicità e i placcaggi del rugby alle tattiche del basket: la squadra in attacco cerca di segnare lanciando la palla all'interno della vera da pozzo centrale, mentre i difensori tentano di bloccare gli avversari.
Vale la pena sapere che il Perdono di Montevarchi è la versione moderna dell'antica Festa del Sacro Latte di Maria Vergine, celebrata per onorare la reliquia del Sacro Latte conservata nella chiesa di San Lorenzo, e cambiò nome solo alla fine del Settecento, quando la Fraternita del Sacro Latte venne soppressa. Intorno alla gara, la fiera, il luna park e gli stand gastronomici completano un'atmosfera di festa popolare autentica.
A San Giovanni Valdarno la festa si tinge di gusto e cultura: il Perdono è qui declinato come celebrazione delle eccellenze enogastronomiche e artigianali del territorio. Prodotti tipici, degustazioni e il racconto delle tradizioni locali fanno da filo conduttore, trasformando la manifestazione in un'occasione per conoscere il Valdarno anche attraverso i suoi saperi antichi. Non è un caso che proprio San Giovanni Valdarno sia, secondo gli storici, la culla della tradizione del Perdono in tutta la vallata.
Il Perdono di Terranuova è forse quello più fastoso e duraturo di tutti: inizia il venerdì e si conclude con lo scoppio dei fuochi d'artificio il martedì sera. Con più di 400 edizioni alle spalle, è il Perdono più longevo del Valdarno. La sua identità è profondamente legata al mondo rurale: protagonista storica della manifestazione è la fiera degli uccelli da richiamo, una tradizione che affonda le radici nella cultura contadina del territorio e che ancora oggi rappresenta un appuntamento unico nel suo genere, capace di richiamare appassionati e curiosi da tutta la regione.