Nata a Firenze nel 1519, Caterina de’ Medici era figlia di Lorenzo II de’ Medici e Madeleine de La Tour d’Auvergne, e pronipote di Lorenzo il Magnifico. All’età di quattordici anni fu inviata in Francia dal suo zio, Papa Clemente VII, per sposare Enrico II, duca d’Orléans e futuro re di Francia (1547-1559).
Diventata poi reggente di Francia, Caterina fu una delle figure più influenti durante le guerre tra cattolici e ugonotti. Tre dei suoi figli divennero re di Francia: Francesco II, Carlo IX e Enrico III, tutti sostenuti attivamente da Caterina, poiché spesso troppo giovani o fragili per governare.
Nel 1572, Caterina organizzò il matrimonio della sua seconda figlia, Margherita, con il protestante Enrico di Navarra. L’unione scatenò una violenta rivolta cattolica, culminata nel massacro di San Bartolomeo, in cui migliaia di protestanti furono uccisi durante le celebrazioni nuziali. Caterina morì a Blois nel 1589, all’età di 69 anni, e il suo nome rimane legato alle guerre religiose del tempo.
Caterina portò con sé numerosi elementi della gastronomia toscana alla corte di Blois, in Francia. Fiorentini, toscani e siciliani furono assunti come cuochi di corte e le loro ricette influenzarono profondamente la cucina francese tradizionale. Tra i piatti introdotti da Caterina ci sono la carabaccia (zuppa di cipolle) e l’anatra all’arancia (melarancio), serviti già al suo banchetto nuziale del 1533.
Alla corte di Francesco I, Caterina fu molto stimata e le si attribuisce l’introduzione dell’uso della forchetta e delle tovaglie. Appassionata di moda, è considerata innovatrice nel portare stivaletti e corsetti. Inoltre, dimostrò capacità creative anche nella gestione dei lavori di ristrutturazione di numerosi castelli e giardini francesi.
“Il matrimonio di Caterina de’ Medici e Enrico, duca d’Orléans” di Jacopo Chimenti da Empoli, conservato agli Uffizi, celebra l’unione tra la futura regina e l’erede Medici, presieduta dal cugino terzo di Caterina, Papa Clemente VII, il 28 ottobre 1533.
Nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti si trovano il Ritratto di Francesco e Caterina da bambini, attribuito a Cristofano Allori, e il Ritratto di Caterina de’ Medici. In occasione del 500° anniversario della sua morte, Palazzo Medici Riccardi ha ospitato una mostra con documenti e testi sulla sua infanzia, oltre a ritratti di Cosimo I, Francesco I e Ferdinando I de’ Medici, parenti della regina e granduchi di Toscana.
Caterina era nota per la sua superstizione e per il legame con i multipli di tre, considerati il numero perfetto. Per una cena di gala, si dice che ordinò 33 caprioli arrostiti, 33 lepri, 6 maiali, 66 polli in brodo, 66 fagiani, 3 zuppe di fagioli, 3 di piselli e 12 dozzine di carciofi.
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