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Montecarlo
Photo ©James Munroe

Viaggio tra borghi e pievi delle colline lucchesi

Un itinerario alla scoperta di paesi e ville nobiliari

Siete in città e da tempo accarezzate l'idea di un soggiorno sospeso tra natura e cultura? Quello che fa per voi è una breve peregrinazione che vi lasci attraversare le colline lucchesi. Passare con la macchina e sostare nei piccoli e sospesi borghi di questa zona, vi consentirà di scoprire piccoli gioielli di un territorio che saprà certamente sorprendervi con la sua calma, convincendovi - di città in città - che valga la pena sostare un po' anche nella successiva. Con questo elenco essenziale appuntiamoci i borghi più ricchi di storia e cultura.

Prima tappa
Montecarlo
Montecarlo
Montecarlo

Nel 1331 i fiorentini distrussero il paese di Vivinaja e prontamente ricostruito e fortificato fu dedicato a Carlo IV di Boemia, sostenitore dei lucchesi, cambiando così il suo nome in Montecarlo e facendone un riferimento del sistema difensivo lucchese. Adesso si passeggia in pace nelle tranquille vie del paese, si ascolta buona musica nel settecentesco minuscolo teatro dei Rassicurati e si osserva il panorama dall'alto del colle circondato da bei vigneti che danno ottimi vini.

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Seconda tappa
La pieve di S. Gennaro

La pieve di S. Gennaro è la prima e la più grande ed elaborata delle tante pievi che punteggiano il cammino dalle Pizzorne. Ricostruita nel XII secolo su un edificio preesistente, lungo la sua navata destra si trovano un prezioso pulpito istoriato del 1162 attribuito al maestro Filippo, mentre l'angelo in terracotta è una scultura riconsocciuta a Leonardo Da Vinci.

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Terza tappa
Villa Basilica
Villa Basilica
Villa Basilica - Credit: Comune di Villa Basilica

Di fondazione romana, Villa Basilica era legata in passato alla produzione di ottime lame di difesa. Il territorio fu teatro di lunghe contese tra le quattro province confinanti, conclutesi nel XVI secolo con la vittoria dei lucchesi. Sulla luminosa piazza centrale, arrampicata sul colle, la basilica dell'Assunta, conserva al suo interno ampie parti del pulpito romanico con scene bibliche ed un crocifisso del Berlinghieri.

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Quarta tappa
Le ville del territorio

Lungo il percorso di mezza collina si possono visitare la barocca villa di Carmigliano, arredata con le sete lucchesi; il giardino di villa Mansi, nel quale si trova invece una delle pescherie più belle; l'elegante villa Oliva col suo giardino a terrazze; l'arboreto esotico della villa Grabau e la villa Reale: questa fu residenza dei principi Baciocchi e custodisce un piccolo teatro dove suonò Paganini.

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Quinta tappa
Ponte a Moriano
Ponte a Moriano
Ponte a Moriano

Il Ponte di Moriano nel IX secolo era "accudito" da un'associazione di confratelli che gestiva anche un ospedale per i pellegrini e una residenza a pagamento per i viaggiatori. Questa strettoia che segna l'ingresso alla Valle del Serchio era già abitata in epoca etrusca e romana, come testimoniano alcuni bronzetti ritrovati presso la chiesa di San Gimignano. Da qui si controllano la pianura e la valle, si gode del sole del sud ed è grazie al fiume, un punto importante per le comunicazioni tra montagna e città.

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Sesta tappa
San Pancrazio

Villa della Specola, in località San Pancrazio, risalta da lontano in cima alla collina. Doveva essere un osservatorio astronomico ma sfortunate vicende costrinsero l'architetto Nottolini e i Borboni ad abbandonare i lavori e convertire l'edificio in una villa nobiliare di belle forme neoclassiche.

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Arte e Cultura