verrucola - Fivizzano

Alla scoperta di Fivizzano

In Lunigiana un tuffo nella natura

Il territorio del comune di Fivizzano è uno dei più estesi della provincia, incastonato tra l’Appenino Tosco-Emiliano e le Alpi Apuane. Si raggiunge prendendo la SS.63 che da Aulla porta al Passo del Cerreto e da qui a Reggio Emilia.
I primi documenti sulla città si riferiscono al vicino castello di Verrucola citato fin dal 1044 come residenza fortificata dei nobili Bosi e ampliato poi nel ‘300 da Spinetta Malaspina il Grande.
“Forum Verrucolae “ nasce come luogo di mercato dipendente dalla sede feudale, grazie alla sua felice posizione geografica. Con l’arrivo dei Malaspina viene citato come Forum Fivezzani e nel 1477 diventerà  Fivizzano, entrando a far parte della Repubblica Fiorentina.
Noto come la “Firenze della Lunigiana”, costituisce una di quelle isole medicee che caratterizzano il dominio dei Medici nell’alta Toscana (Fivizzano-Pietrasanta-Barga), le cui impronte sono ben visibili negli edifici pubblici, privati e religiosi della città, tanto da essere chiamata anche “bel cantuccio di Firenze”.
Fece parte del Granducato di Toscana fino al 1844, quando venne ceduta al ducato di Modena, che la governò fino all’unità d’Italia.
La città subì notevoli danni con il terremoto del 1920.

PASSEGGIANDO PER IL CENTRO
Visitando il nucleo antico della città, si possono ancora ammirare i resti delle mura fatte costruire da Cosimo I dei Medici nel 1540, esempio unico in Lunigiana assieme a quelle di Caprigliola che risalgono allo stesso periodo.
La città si snoda tra due porte, “modenese” e “sarzanese” o “fiorentina”. Grazie alla sua favorevole posizione geografica, divenne un importante luogo di mercato, il cui centro era rappresentato dalla Piazza Grande, poi Piazza Medicea, ancora oggi cuore della città. Fu in parte ricostruita dopo il terremoto del 1920.
Entrando nel borgo da “Porta Modenese”, si incontrano i bei palazzi Fantoni-Bononi, Cojari e la villa Benedetti Chigi. Il palazzo Fantoni ospita al proprio interno il Museo della Stampa. Fivizzano fu infatti sede di una delle prime stamperie in Italia a opera di Jacopo da Fivizzano che nel 1471 cominciò a stampare opere di Giovenale, Virgilio, Cicerone ed altri autori.
Si arriva quindi a Piazza Medicea, al cui centro è collocata la bella e imponente fontana fatta erigere da Cosimo III (1683), cinta da bei palazzi rinascimentali. Su un lato della piazza la chiesa parrocchiale intitolata ai Santi Iacopo e Antonio conserva notevoli opere d'arte (tele del Foschi, del Sorri, fonte battesimale con simbolo del “TAU”, coro ligneo barocco). All'interno della chiesa il Museo parrocchiale.
Da piazza Medicea si arriva al Municipio, che fu fortilizio del Marchese e Residenza dei Capitani fiorentini; sul lato opposto l'ex Convento degli Eremitani di S. Agostino con affreschi del XVI secolo, oggi sede della biblioteca comunale. Ritornando sulla via Umberto I, si incontra la chiesina delle Carceri (con un dipinto seicentesco di scuola fiorentina) e proseguendo si raggiunge la porta Sarzanese o Fiorentina.

NATURA
Uscendo dalla Porta Sarzanese di Fivizzano, arrivati all'incrocio della statale del Cerreto con quella della Garfagnana, si entra nella valle del Lucido. Il Lucido è uno degli affluenti del Magra. Questa valle fu abitata in tempi antichissimi; i primi insediamenti risalgono al Paleolitico, come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti ad Equi.
Il primo paese che incontriamo lungo la statale è Gassano e da qui si raggiunge Gragnola. Le origini di Gragnola sono incerte: probabilmente furono legate ai transiti viari medievali in corrispondenza del borgo, sebbene non si escludano insediamenti precedenti (Liguri-Apuani e Romani). In epoca medievale fu un importante centro di commercio mercantile, come dimostra la ricca presenza di botteghe e corti all'interno del borgo. Il toponimo “Gragnola” sembra derivi dal commercio del grano, allora molto fiorente. Interessante è la visita al Castello dell'Aquila che domina dall'alto il colle di Gragnola. Il castello di proprietà privata, recentemente restaurato e trasformato in struttura ricettiva, è uno dei più interessanti complessi militari della Lunigiana, imponente struttura fortificata e residenza signorile dei Malaspina.
Le Alpi Apuane caratterizzano il paesaggio di questa zona. Interessante, per gli amanti della natura, la visita al borgo di Vinca, nel cuore del Parco Regionale delle Alpi Apuane, che conserva ancora i caratteri della civiltà rurale di montagna: estesi castagneti da frutto, pascoli, boschi. Da questa località partono molti sentieri escursionistici che toccano le Apuane, vero paradiso per gli amanti del trekking. Nell'estate del 1944 il paese fu vittima di una cruenta rappresaglia nazifascista nella quale furono trucidate 174 persone.
Proseguendo il viaggio, si possono raggiungere Monzone ed Equi Terme, pittoresco borgo ubicato ai piedi delle Apuane, famoso per le numerose grotte di grande interesse storico e naturalistico. Tipico borgo medievale arroccato lungo una sola via, Equi è anche un'apprezzata sede termale. Le sorgenti di acque solforose che sgorgano dal Monte della Madonna del Bosco hanno diverse proprietà terapeutiche. Tutta la zona è interessata da carsismi superficiali e sotterranei. Da visitare Il Parco Culturale delle Grotte, con un piccolo museo, nonché la Buca, le Grotte e la Tecchia, dove sono stati rinvenuti numerosi resti dell'uomo paleolitico, neolitico e dell'orso speleo. Usciti dalle grotte, merita una visita il Solco, una profonda spaccatura naturale nel fianco della montagna, sulla strada che porta alle cave di marmo.

A pochi chilometri dal centro di Fivizzano (sulla strada per Pognana), la pieve romanica dedicata a S. Maria Assunta. Antica chiesa matildica, conserva al proprio interno elementi architettonici del XII secolo.
Oltrepassato Fivizzano, percorrendo la SS. 63, si incontrano il Castello e il borgo di Verrucola. Il luogo è un esempio di collina fortificata, che dominava la strada che conduce ai passi di valico per raggiungere le città di Parma e Reggio Emilia. Fu sede del dominio Malaspiniano in questa parte della Lunigiana, il potere della casata si estinse nel XV secolo, quando il territorio si pose sotto la protezione della Repubblica Fiorentina. Il castello, che è stato residenza dello scultore Pietro Cascella, scomparso nel 2008, ospita al suo interno l'atelier di scultura dell’artista.
Proseguendo lungo la strada che conduce al passo del Cerreto, si incontra la pieve romanica (XII sec.) dedicata a S. Paolo. La pieve fu edificata sull'antico tracciato che già in epoca romana univa la Toscana con l' Emilia, attraverso il passo dell'Ospedalaccio. È fra le più antiche chiese battesimali della diocesi di Luni, tutta in pietra arenaria. L'interno è a tre navate divise da colonne i cui capitelli sono scolpiti con motivi floreali e antropomorfi. La chiesa fu in parte ristrutturata dopo il terremoto del 1920.
Più avanti, sempre lungo la SS. 63, si raggiunge Sassalbo, antico e singolare borgo, circondato da boschi secolari di castagno. Nei suoi pressi, l'Orto Botanico dei Frignoli, dove si possono ammirare piante e fiori appartenenti a specie in pericolo di estinzione. A pochi chilometri di distanza, il passo del Cerreto offre un meraviglioso panorama. Proseguendo, si raggiunge infine la nota stazione sciistica di Cerreto Laghi.
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Lunigiana
La Lunigiana è una regione storica compresa fra Liguria e Toscana, tra le province della Spezia e di Massa-Carrara, confinante con la Garfagnana. ...
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