fb track
Vino Nobile di Montepulciano
Photo ©Marta Mancini
Vino, olio e miele

Vino Nobile di Montepulciano DOCG

Arte, sapori e tradizioni in una terra unica

style
Categoria
Vino, olio e miele
place
Provenienza
Montepulciano
stars
Denominazione
DOCG
home
Consorzio di riferimento
Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano
Il Vino Nobile di Montepulciano nasce sulle colline a cavallo tra la Val d’Orcia e la Valdichiana, in vigneti inseriti in uno stupendo paesaggio impreziosito da monumenti, ville e casolari. La storia di questo vino trae origine da una secolare tradizione enologica che già nel XVII secolo vedeva il Nobile definito quale «Re dei vini toscani» (Francesco Redi, Bacco in Toscana).

Sicuramente bevanda amata dai nobili e dai signori (da qui il nome), questo vino ha tramandato fino ai nostri giorni la sua fama. È soprattutto negli ultimi decenni (la DOCG è dell’80) che si è avuto un forte innalzamento dei livelli qualitativi di questo vino, grazie al rinnovo dei vigneti e all’ammodernamento delle attrezzature e tecniche di cantina. Oggi il Vino Nobile è ritenuto uno dei più prestigiosi rossi italiani.
I vitigni

Vitigni base sono il Sangiovese (Prugnolo gentile dal 70% fino al 100%) e il Canaiolo nero (massimo 20%). Possono concorrere (massimo 20%) altri vitigni idonei purché la percentuale dei vitigni a bacca bianca non superi il 10%. La resa di uva per ettaro non deve essere superiore agli 80 quintali. Con almeno tre anni di maturazione calcolati a partire dal 1º gennaio dell’anno successivo a quello di produzione delle uve, di cui sei mesi di affinamento in bottiglia, il Vino Nobile di Montepulciano può portare la qualificazione Riserva. Per le sue caratteristiche è dunque un vino che si presta al medio e lungo invecchiamento.

Caratteristiche organolettiche

Il Vino Nobile di Montepulciano presenta colore rubino tendente al granato con l’invecchiamento; profumo intenso, etereo, caratteristico; sapore asciutto, equilibrato e persistente, con possibile sentore di legno. La gradazione alcolica minima è 12,5º, 13º per la Riserva.

Gastronomia
Arista, uno dei piatti della tradizione toscana
Arista, uno dei piatti della tradizione toscana - Credit: Flavia Cori

Classico vino da arrosti di carni rosse, selvaggina e cacciagione, pollame nobile – ad esempio ben si presta ad accompagnare una faraona al cartoccio – ma anche per la classica arista alla fiorentina, per un piatto di pappardelle con il ragù di cacciagione. Ottimo anche con un pecorino di Pienza stagionato, magari in grotta. Nelle grandi annate, moderatamente invecchiato, è un piacevole vino “da meditazione”. In questo caso occorre stappare la bottiglia con largo anticipo e servire il vino a temperatura
ambiente. Non disdegna una zuppa di pesce, soprattutto se si chiama cacciucco alla livornese, sapido e piccante.

 

Info: consorziovinonobile.it

&
Enogastronomia