Pianosa, fondali

Pianosa

Emerge da fondali incontaminati un'isola lontana dal turismo di massa

L’isola di Pianosa, nota sin dall’antichità come Planasia, è caratterizzata dalla singolarità di un territorio totalmente pianeggiante. L’isola, la più vicina all’Elba tra quelle dell’Arcipelago, era già nota e frequentata in epoca romana, come testimoniato dai giacimenti archeologici subacquei che confermano la sua presenza tra le rotte commerciali del Mediterraneo classico. Nel Medioevo Pianosa fu a lungo disputata tra Pisa e Genova finché alla fine del XIV secolo non passò sotto il dominio di Piombino, senza però riuscire mai a essere colonizzata stabilmente.

La storia di Pianosa diventa da questo punto in avanti quella della colonia penale che nel 1856 vi fu istituita dal Granducato di Toscana e rimasta attiva fino al 1998. Dalla chiusura delle attività del penitenziario - separato dal piccolo paese per mezzo di un grande muro in cemento armato - il Comune di Campo nell’Elba e il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, hanno elaborato un progetto che coniuga la tutela dell’ambiente con la possibilità di scoprire un’isola dalle caratteristiche uniche e dotata di un mare cristallino. L’essere stata per tanti secoli sede di un penitenziario ha infatti preservato totalmente Pianosa, facendone un ambiente naturale unico dotato di un mare brulicante di vita, come ormai non si trova quasi in nessun luogo del Mediterraneo.

La costa di Pianosa alterna tratti rocciosi a splendide baie di arena, la più nota delle quali è Cala San Giovanni (o Cala Giovanna), suggestiva spiaggia di sabbia bianca in cui è possibile ammirare anche i resti di una villa Romana. Il fondale dell’isola è riccamente ricoperto di prateria di posidonia, qui risparmiata dall’ancoraggio selvaggio e dalla pesca a strascico. Praticare snorkeling nelle acque dell’isola è un’esperienza memorabile, che permette di osservare in acque poco profonde cernie, aragoste, orate, dentici, murene e tante altre specie mediterranee. Dal 2013 inoltre il Parco ha aperto la possibilità di fare immersioni subacquee a Pianosa rivolgendosi ai diving accreditati. La fruizione subacquea è contingentata ma permette di scoprire la ricchezza sottomarina di uno dei fondali più incontaminati del Mediterraneo.

Ma Pianosa non è solo natura, sull’isola è possibile scoprire anche le numerose tracce che hanno lasciato gli insediamenti qui presenti sin dalla preistoria, tra questi una necropoli dell’età del rame, la già citata villa Romana e le catacombe paleocristiane. Una volta sull’isola per ricevere informazioni sul patrimonio naturale e storico architettonico ci si può rivolgere alla Casa del Parco a Villa Literno. La fruizione di Pianosa è limitata a 330 presenze giornaliere.

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