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Lastra a Signa
Photo ©Comune di Lastra a Signa

Lastra a Signa

Una sorpresa dopo l'altra lungo il corso dell'Arno

Leggi la storia Lastra a Signa su logo toscana ovunque bella Lastra a Signa - Una voce più bella del silenzio a Lastra a Signa - Toscana Ovunque Bella Lastra a Signa Una voce più bella del silenzio a Lastra a Signa Viaggio a Lastra a Signa, alla scoperta di Villa Caruso di Bellosguardo.Leggi la storia

Quello di Lastra a Signa è un territorio che sorprende, facendosi vedere non in una volta, ma a poco a poco, con uno svelamento a tappe, fatto di momenti che passano per tutti i borghi, le pievi, gli itinerari naturalistici che questa zona, a due passi da Firenze, ha da mostrare.

La Lastra, così la chiamano i locali, è circondata da piccoli borghi in quantità, che sarebbero da percorrere tutti quanti in lungo e in largo anche solo per gli scorci su olivi e vigneti che regalano. Come non nominare, per esempio, Malmantile, ancora circondato dalle antiche mura? Il paese, con questo bizzarro nome, aveva rivendicato fortemente la sua fortificazione una volta visto che la vicina Lastra era stata predisposta per affrontare qualsiasi attacco. Questo problema non dovevano sicuramente porselo, invece, gli eremiti che sceglievano di isolarsi nel convento di Lecceto, esempio mirabile di architettura tardo-quattrocentesca che si raggiunge percorrendo una strada segnata da cipressi sull’attenti. E chi non conosce Ginestra Fiorentina, che sa di profumate e verdi colline già nel nome? Qui sorgeva un importante spedale per i pellegrini, sempre in viaggio verso la via Francigena. Per i viandanti era anche lo Spedale di Sant’Antonio a Lastra, che la leggenda vuole opera del grande Brunelleschi. Certezze non se ne hanno, ma è indubbia la magnificenza del suo loggiato, che con le sue sette arcate fungeva come riparo per nomadi e bisognosi.

Le narrazioni popolari non lasciano indenne neanche questa parte di Toscana. C’è un luogo in cui storia e mito si intrecciano: si tratta del Masso della Gonfolina, un enorme roccia che gode della protezione di esseri magici come le fate, che lo hanno reso nei secoli inviolabile e resistente a ogni tipo di minaccia, da quella proveniente dai ferri degli scalpellini locali alle più distruttive mine dell’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale.

Se si vuole parlare di leggende, però, bisogna parlare di una che è più che fondata. I panorami di Lastra a Signa hanno dato il la – è proprio il caso di dirlo – al canto del grande tenore Enrico Caruso, che scelse di fare di villa Bellosguardo la sua casa. Questa dimora è ora un museo dedicato all’artista, dove, tra fotografie d’epoca, cimeli e costumi di scena, si ripercorre la sua affascinante carriera. Così suggestionati da questa incredibile vita, non ci si meraviglierà se, passeggiando al fresco del parco monumentale, ci sembrerà di sentirlo cantare.

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Il territorio
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