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Campagna Senese e gli Etruschi
Photo ©Enrico Caracciolo

Da Siena a Murlo, viaggio tra storia e benessere

Un itinerario alla ricerca dell'antica comunità etrusca, passando per Rapolano Terme e Asciano

PRIMA TAPPA
Siena
Siena
Siena - Credit: Enrico Bottino

Le origini di Siena sono perse nell'era Etrusca, anche la leggenda vuole che sia stata fondata da Senio, figlio di Remo (fratello di Romolo, re di Roma).

Sull'insediamento Etrusco (le cui tracce si possono vedere al Museo Archeologico), venne creata una colonia militare romana al tempo di Augusto, Saena Iulia, che nei secoli successivi si sviluppò grazie alla posizione (la città era sulla strada consolare Cassia, la Francigena).

Il Museo Archeologico di Siena si trova nello stupendo Complesso Museale di Santa Maria della Scala, in suggestivi ambienti scavati nel tufo ed un tempo utilizzati come magazzini dell'ex ospedale trecentesco. Nel museo si possono ammirare vasi attici, buccheri, urne in alabastro, sarcofagi in marmo, steli funerarie, monete antiche, manufatti di oreficeria e oggetti quotidiani.

SECONDA TAPPA
Rapolano Terme
Porta dei Tintori a Rapolano Terme
Porta dei Tintori a Rapolano Terme - Credit: Mirella Bruni

Il paese di Rapolano Terme è famoso per l’uso delle acque termali che, dopo gli Etruschi, venne continuata dai Romani, fino ad arrivare ai nostri giorni.

Nel territorio di Rapolano, le acque affiorano dal sottosuolo ad una temperatura da 8 a 40° C; si tratta di acque sulfuree-bicarbonato-calciche con consistenti quantità di calcio, magnesio, sodio e potassio che conferiscono all'acqua notevoli proprietà salutari. Due sono i complessi termali presenti: Terme Antica Querciolaia e Terme S. Giovanni.

Da segnalare i resti del Complesso Termale Etrusco – Romano in località Campo Muri, frequentato dal III secolo a.C., i cui reperti sono oggi esposti al Museo di Palazzo Corboli ad Asciano.

Altra fondamentale risorsa del territorio è il travertino di Rapolano. L'utilizzo di questa pietra locale, come materiale da costruzione (e non solo), inizia già dall’antichità: gli Etruschi sembrano essere la prima popolazione del territorio che basò parte della propria economia sfruttando questa importante pietra locale. Nei secoli, il travertino di Rapolano è stato usato in molti palazzi ed edifici nel comprensorio senese. La Torre del Mangia in Piazza del Campo a Siena ne rappresenta un esempio. 

Rapolano Terme è un borgo interessante da visitare e si suggerisce la visita al Museo della civiltà contadina alloggiato nella Grancia di Serre.

TERZA TAPPA
Asciano
Campagna nei dintorni di Asciano
Campagna nei dintorni di Asciano - Credit: Luigi Torreggiani

Il territorio di Asciano fu abitato da importanti famiglie etrusche tra cui gli Hepni e i Marcni, proprietari delle imponenti necropoli di Poggio Pinci e del Tumulo del Molinello, situati a pochi chilometri dall’attuale borgo di Asciano. A testimonianza della loro ricchezza è sufficiente ammirare i numerosi corredi funerari oggi conservati nel Museo di Palazzo Corboli

Nel cuore del paese è custodito anche un altro tesoro: un pregiatissimo mosaico policromo, traccia superstite di un fastoso edificio tardoantico (IV secolo d.C.), posto a controllo della confluenza dei tre maggiori corsi d’acqua che caratterizzano il territorio. 

Passeggiando per le vie del centro oggi è possibile riconoscere alcune pregevoli tracce di epoca medievale, come la scenografica Piazza del Grano, con la sua quattrocentesca fontana e il Palazzo del Podestà, oltre alle interessanti chiese e cappelle dislocate in vari punti dentro e fuori le antiche mura.

QUARTA TAPPA
Abbazia di Monte Oliveto
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore - Credit: Shutterstock / Lapas77

Immersa in un bosco di cipressi, pini, querce e olivi, l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore domina il paesaggio delle Crete Senesi e costituisce uno dei monumenti religiosi più importanti della Toscana sia per la rilevanza storico territoriale che ha sempre avuto sia per i capolavori d’arte che custodisce.

L’Abbazia venne fondata nel 1319 quando alcuni nobili senesi, Bernardo Tolomei, Patrizio Patrizi e Ambrogio Piccolomini, si ritirarono in un luogo solitario, per vivere secondo la regola di San Benedetto.

All’interno sono conservati veri e propri gioielli della pittura italiana del Rinascimento, con opere di Luca Signorelli e Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodomia. La Biblioteca monastica raccoglie oltre 40.000 volumi, pergamene e incunaboli. In fondo alla sala una rampa di scale conduce alla Farmacia contenente una importante raccolta di vasi del XVII sec. che racchiudevano le erbe dalle quali ancora oggi si ricavano cordiali e digestivi.

QUINTA TAPPA
Murlo
Vista da Murlo
Vista da Murlo - Credit: mikeccross

Il territorio di Murlo, esclusivamente collinare, è compreso tra la valle della Merse e la val d'Arbia

Il Poggio delle Civitate doveva essere un luogo vivo e frequentato già prima del tempo degli etruschi. Questo luogo, particolarmente ricco di minerali e con un terreno fertile, è stato scelto come insediamento, ed è un rarissimo esempio di “fabbrica antica”, caratterizzata da un grande numero di produzioni differenti.

Anche i tempi molto più recenti hanno lasciato tracce indelebili nella storia e nel territorio di Murlo. Una delle sue storie più importanti è quella legata alle miniere, create verso la fine del IX secolo in seguito alla scoperta dei giacimenti carboniferi nella località Pratacci. Nacque un vero e proprio villaggio, con varie fornaci. L'insediamento produttivo ha avuto una lunga vita, ed ha inciso profondamente sull'economia locale, fino alla sua dismissione.

Il museo archeologico è allestito all'interno dell'antico Palazzo Vescovile e della contigua palazzina. Qui si custodiscono numerosi reperti archeologici provenienti dal territorio comunale tra i quali spiccano, oltre ai corredi della necropoli di Poggio Aguzzo (VII secolo a.C.), i materiali rinvenuti nel sito etrusco di Poggio Civitate, una delle più importanti scoperte per quanto riguarda il popolamento dell'Etruria settentrionale.

Gli scavi di Poggio Civitate, infatti, hanno riportato alla luce gli straordinari resti di una dimora principesca, che testimoniano due differenti fasi costruttive (orientalizzante e arcaica), risalenti al VII-VI secolo a.C.

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