Livorno città di mare. Livorno la Venezia toscana, dai romantici canali. Livorno sede dei cantieri navali e delle acciaierie. Sono questi i tanti volti della città labronica, dipinta a colori forti dai registi italiani, sulle orme dei divisionisti che la dipinsero agli inizi del '900.
Livorno ne “Le notti bianche” di Luchino Visconti (1957) viene interamente ricostruita in studio in modo onirico, dove i canali diventano lo spazio esistenziale in cui si consuma il dramma d'amore descritto nell'omonimo libro di Fëdor Dostoevskij, interpretato da Marcello Mastroianni e Maria Schell.
I Bagni Pancaldi, negli anni '60, sono invece il luogo dove iniziare una vita al massimo e disperata, alla ricerca del successo nel cinema, ne “La prima cosa bella”, di Paolo Virzì (2010): un film commovente e coinvolgente, con due protagoniste eccezionali, Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli, che descrivono il fascino esercitato dal cinema nei sogni degli italiani negli anni del dopoguerra e del boom economico.
La città di Livorno è stata scelta per la miniserie Mediaset, “Tutto quello che ho” (2025), con protagonista Vanessa Incontrada e Marco Bonini. Il set ha interessato per quattro settimane varie zone di Livorno tra le quali il quartiere Venezia, il quartiere Garibaldi, la Terrazza Mascagni, lo Scoglio della Regina (dove è stato ricostruito il commissariato di polizia), il Mercato delle Vettovaglie, il cimitero comunale, l’ex deposito degli autobus, il lungomare. Nella miniserie, Lavinia (Vanessa Incontrada) e Matteo (Marco Bonini) sono un’avvocatessa e un poliziotto, una madre e un padre. Una coppia affiatata i cui equilibri vanno in pezzi quando la figlia diciottenne Camilla scompare misteriosamente.
Un’altra serie tv, stavolta targata Rai, ha scelto Livorno per ambientare le vicende di “Romanzo famigliare” (2018), che vede protagonisti Vittoria Puccini, Guido Caprino e Fotinì Peluso. Le riprese principali si sono svolte presso l'Accademia Navale di Livorno, il porto, il quartiere La Venezia e a bordo della nave Amerigo Vespucci. Micol, una giovanissima clarinettista, aspetta un bambino in seguito ad un rapporto con il suo giovane insegnante, Federico. La sua storia è specularmente uguale a quella di sua madre Emma che, a sua volta, era rimasta incinta a diciassette anni. Quest’ultima, nel suo percorso di maturazione, tornerà a Livorno, sua città natale, dove dovrà fare i conti con il suo passato, soprattutto con l'ingombrante padre, un ricco industriale.
Come dimenticare il film seguitissimo dal pubblico di Fausto Brizzi “Maschi contro femmine” (2012). Il film, una commedia corale che ha coinvolto più città italiane, ha fatto tappa anche a Livorno, città che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti toscani, con scene che coinvolgono il porto e il lungomare.
Il suggestivo litorale tirrenico fa da sfondo anche al film del musicista, sceneggiatore e regista livornese Carlo Virzì, “I più grandi di tutti” (2012): una commedia musicale che ha lo scopo di portare l’attenzione del pubblico su alcune realtà musicali poco conosciute, che a livello locale hanno avuto un grande seguito. Un film che mostra una Toscana inedita, in cui la musica rock unisce i giovani.
Per il grande schermo, il regista Francesco Bruni ha scelto Livorno per ambientare gran parte delle scene del suo film “Cosa sarà” (2020). Un film drammatico che racconta con leggerezza e ironia l'esperienza della malattia che lo ha colpito, la leucemia, ispirandosi alla sua storia autobiografica. Il protagonista è un insolito e bravo Kim Rossi Stuart. Le riprese hanno coinvolto vari scorci della città, tra cui il quartiere di Venezia Nuova e la Terrazza Mascagni.
Rubrica realizzata in collaborazione con Toscana Film Commission, lo sportello di accoglienza dei set che girano nella regione.