Le fonti di Roccastrada

Le fonti di Roccastrada

Seguendo le dighe, le fontane e le fonti della città

Attraversare questo borgo medievale seguendo una risorsa importantissima, ovvero l'acqua. Un percorso che fa scoprire Roccastrada e la sua bellezza toccando lavatoi, fonti, fontane e dighe. Un luogo dove ancora sis ente un'atmosfera sospesa nel tempo.

 

La Fonte della Lama

Citata nel catasto Leopoldino che risale presumibilmente al 1800. Realizzata in pietra è stata per decenni il lavatoio pubblico del paese.
Come si arriva
Entrati nel paese di Roccastrada, dopo la caserma dei Carabinieri, girare a destra e parcheggiare. Proseguire a piedi per la prima strada in discesa non asfaltata sulla sinistra.
 
La Fonte (via della Fonte)
Apparteneva all'Abbazia di Giugnano, Chiesa di San Quirico, è composta da un arco antico e una vasca in trachite (XVII sec).
Come ci si arriva
Dal centro del paese girare verso il vecchio camposportivo vicino al vecchio campo sportivo.

La Fonte dell'amore e della passione
Sorge sui resti della ex fonte Il Canalone, andata distrutta, è stata realizzata in trachite dagli artisti che ogni anno giungono a Roccastrada per l'Itinerario della Pietra.
Come ci si arriva

Dal centro del Paese prendere in direzione per il centro storico (direzione torre dell'Orologio). Da segnalare a Tornella la cisterna della chiesa. Situata sotto la chiesa principale del paese, la cisterna, che risale al 1613,  è stata recentemente restaurata e presenta ancora lo stemma di Torniella.


Mulino della Ferriera
Si trova lungo il corso del bacino del Farma, sulla strada chiamata “delle ferriere”, è raggiungibile seguendo il percorso trekking della Farma. Il Mulino è stato costruito intorno alla metà del XIII secolo ed è molto ben conservato. I lavatoi di Roccatederighi sono stati recentemente restaurati e risalgono ai primi del 900. Nel centro del paese di Montemassi si trova un'antica cisterna che forniva l'acqua all'intera comunità. Molti sono i palazzi che al proprio interno mantengono una cisterna privata (usanza frequente in passato). Dalla strada provinciale che da Giuncarico sale a Ribolla, in prossimità del fiume Bruna si possono vedere, coperti per una buona parte da vegetazione di rovo, gli imponenti ruderi (123 metri in riva sinistra nel Comune di Roccastrada e 60 metri in riva destra nel Comune di Gavorrano) della diga Muracci sul Bruna, il più antico sbarramento completo a traversa muraria di un fiume. I “Muracci”, sono stati chiamati così dalla consuetudine popolare. Sono i resti quattrocenteschi di un'antica peschiera ideata nel 1462 dalla Repubblica di Siena, progettata nel 1468 e terminata nel 1481. Undici anni dopo, nel 1492, la peschiera si ruppe in seguito a grandi inondazioni procurando enormi danni alle campagne circostanti. Dall'analisi dei resti del  manufatto emerge che la barriera era costituita da un muraglione ad andamento rettilineo della lunghezza approssimativa di 310 metri, cui si collegava un'ulteriore struttura muraria ad arco con la convessità rivolta a monte, in grado di scaricare parte della pressione esercitata dalle acque sul tratto centrale verso le estremità della diga, conferendo ad essa maggior resistenza. Le acque del fiume Bruna in antichità venivano usate prevalentemente  per l'allevamento ittico.
Come arrivare
Lasciata la S.S. 1 Aurelia all'uscita per Giuncarico-Ribolla imboccando la S.P. 20 in direzione di Ribolla, e, dopo aver oltrepassato sulla sinistra un'area di cava e un bivio con indicazione "Pod. Moscatello", dopo circa 1 km, subito prima di giungere al ponte sul fiume Bruna, occorre parcheggiare le vetture. La diga si raggiunge a piedi immettendosi in un ampio sentiero sulla sinistra della strada provinciale.

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