Grosseto e dintorni: (breve) guida all'artigianato artistico e tradizionale

Prodotti tipici della Maremma e non solo

Qualche tempo fa vi avevo parlato delle creazioni artigianali tipiche dell’Aretino. Abbiamo visto insieme la lavorazione del ferro, la patata rossa di Cetica e il culto del merletto. Oggi invece ci addentriamo in Maremma, nella zona di Grosseto: un altro importante habitat da cui nascono tradizioni e usanze della Toscana.

Creazioni in oro, metalli e pietre preziose
Creazioni in oro, metalli e pietre preziose

La creazione di monili La creatività degli artigiani si misura subito nella bigiotteria che, apparentemente, potrebbe sembrare assimilabile all’oreficeria. In realtà si tratta di un’arte a sé che utilizza rame, ferro, acciaio, titanio, pietre dure, fossili e vetri. I piccoli laboratori non pongono limiti all’ispirazione e cercano sempre nuovi stili e nuovi design che facciano la differenza. Queste opere d’arte in miniatura si possono ammirare e acquistare all’evento Antichi Mestieri che si tiene a Marina di Grosseto ogni seconda domenica del mese da maggio a settembre.

Creazioni artistiche e tradizionali in ceramica
Creazioni artistiche e tradizionali in ceramica

Ceramica e decorazione In questa terra di Maremma, contaminata da testimonianze etrusche, si è sviluppata moltissimo anche la tradizione della ceramica, della porcellana e della terracotta. La passione per la ceramica si è presto evoluta ed è diventata una scuola, un museo, un distretto produttivo. Ancora oggi gli oggetti realizzati benché siano di uso quotidiano rappresentano un elevato livello di manualità e decorazioni innovative, con linguaggi inediti e strumenti non convenzionali.

L’antica arte del seggiolaio in Maremma
L’antica arte del seggiolaio in Maremma

Lavorazione del legno La Maremma, cosi come altre zone della Toscana, vanta la presenza di boschi e la secolare tradizione nello sfruttamento di questa risorsa. In questa terra di agricoltura, miniere e fonderie, gli abitanti hanno sempre attinto alle foreste per ogni bisogno: il legno serviva per ricavare carbone; i rami di castagno venivano intrecciati per creare cesti e panieri; oppure per assemblare attrezzi, utensili, botti e piccole barche. Esiste ancora l’antica arte del seggiolaio, colui che va a cogliere le erbe nelle zone lagunari vicino Castiglione della Pescaia, le seleziona e le asciuga al sole, ricavandone poi varie tipologie di sedie. L’Antica Falegnameria di Massa Marittima, ad esempio, è ancora attiva da aprile a settembre: è la ricostruzione fedele di una falegnameria tradizionale, nella quale sono esposti gli strumenti provenienti da una vecchia bottega di Gerfalco appartenuta per cinque generazioni alla stessa famiglia, dalla fine dell’Ottocento al 1990.

Lavorazione della pelle Qui la pelle e il cuoio sono da sempre stati elementi intrinseci e indispensabili al vivere quotidiano. Storicamente, infatti, la lavorazione della pelle è legata alla presenza dei butteri, che rappresentavano un importante mercato per le selle e i capi d’abbigliamento. Oggi di butteri ne sono rimasti pochi ma non significa questo tipo di produzione sia andata estinta. La qualità e l’eleganza degli oggetti in pelle continuano ad essere i segni distintivi della tradizione maremmana.

Sapori di Maremma: sua maestà il cinghiale [photo credits: Robyn Lee]
Sapori di Maremma: sua maestà il cinghiale [photo credits: Robyn Lee]

Food Passiamo adesso al lato gustoso della Maremma: qui il re del palato è il mitico cinghiale. Ogni paese del territorio vanta la sua ricetta: a Seggiano viene marinato nel modo tradizionale, a Capalbio lo cuociono in un soffritto di aglio, olio e peperoncino e foglie di alloro, sfumato con vino bianco. Se il cinghiale è l’icona gastronomica locale, la bottarga della Laguna di Orbetello è una vera istituzione. La pesca del cefalo ha origini antichissime e ancora oggi, gli uomini di mare utilizzano le stesse tecniche e gli stessi strumenti.  

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