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Immagine panoramica della Villa Garzoni di Collodi
Photo © be_am25
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4 labirinti da scoprire in Toscana tra storia e leggende

Un itinerario curioso tra percorsi sotterranei, giardini storici e simboli incisi nella pietra

Da sempre il labirinto affascina perché custodisce un’ambiguità sottile: disorienta, ma allo stesso tempo promette una direzione, mette alla prova, ma invita anche alla scoperta. 
In Toscana questa immagine antica riaffiora in forme diverse e sorprendenti: nei cunicoli sotterranei legati a una leggenda etrusca, nelle geometrie verdi dei giardini storici, nei segni scolpiti nella pietra che per secoli hanno parlato a viaggiatori e pellegrini.
È un piccolo viaggio dentro una Toscana insolita, dove il labirinto non è solo figura simbolica, ma anche esperienza dello spazio, racconto e meraviglia. 
Ecco quattro luoghi da scoprire tra storia, curiosità e leggende che continuano ad affascinare.

Indice
  • 1.
    Labirinto di Porsenna
  • 2.
    Il labirinto del Giardino Garzoni a Collodi
  • 3.
    Il labirinto del Duomo di San Martino a Lucca
  • 4.
    Le Cerchiate del Giardino di Boboli
1.

Labirinto di Porsenna

Immagine del Il percorso sotterraneo di Porsenna
Il percorso sotterraneo di Porsenna - Credit: Proloco Chiusi

Uno dei più antichi e celebri è il mitologico Labirinto di Porsenna, legato al potente sovrano etrusco che, secondo la leggenda, sarebbe stato sepolto sotto Chiusi con il suo tesoro. 
Partendo dal Museo della Cattedrale si visita un affascinante percorso di cunicoli sotterranei che attraversa il sottosuolo della città e termina in una grande cisterna. 
Si tratta dell’antico acquedotto etrusco, che la tradizione popolare trasformò nel mausoleo di Porsenna, ricordato anche da Plinio il Vecchio e mai identificato con certezza.

1.

Il labirinto del Giardino Garzoni a Collodi

Una bellissima giornata al Parco di Villa Garzoni
Una bellissima giornata al Parco di Villa Garzoni - Credit: be_am25

A Collodi, all’interno del Giardino Garzoni, si trova un labirinto che fa parte di uno dei complessi più scenografici della Toscana. 
Qui lavorò come giardiniere anche il padre di Carlo Lorenzini, il futuro Collodi. 
Il giardino è noto per i suoi giochi d’acqua, le vasche, le statue, le scalinate, le grotte artificiali e le geometrie vegetali. Secondo una tradizione popolare, il labirinto porta fortuna agli innamorati: percorrerlo insieme sarebbe di buon auspicio per una lunga storia d’amore.
Nel vicino Parco di Pinocchio, un altro labirinto racconta invece una storia più narrativa e contemporanea. 
Progettato da Pietro Porcinai e completato nel 1972, è un dedalo vegetale pensato per evocare le peripezie del burattino, con un tracciato geometrico insolito e pareti di edera che accompagnano il visitatore in un percorso di scoperta e smarrimento. 
Restaurato nel 2021, oggi è uno dei simboli del parco e ne rappresenta una delle tappe più suggestive.

1.

Il labirinto del Duomo di San Martino a Lucca

Il dettaglio sul Duomo di San Martino
Il dettaglio sul Duomo di San Martino - Credit: Romana Klee

Sulla facciata del Duomo di San Martino a Lucca si trova un piccolo ed enigmatico labirinto inciso nella pietra. 
Accanto compare un’iscrizione che richiama il mito di Teseo e Arianna e ricorda il filo che permise di uscire dal dedalo di Creta.
Per questo motivo il simbolo è stato letto anche come un riferimento al cammino spirituale
La sua presenza, in una città attraversata dalla Via Francigena, doveva essere particolarmente significativa per i pellegrini in viaggio.
Il tema del labirinto ritorna anche poco fuori Lucca, a Capannori, con il Labirinto del Pellegrino nel parco del museo Athena.
Realizzato lungo il percorso della Via Francigena, è un tracciato di 400 metri quadrati formato da pali in legno e disegnato sulla forma della capasanta, simbolo dei pellegrini diretti a Roma. 
Al centro si trova l’Albero del Pellegrino, opera di Stefano Pierotti che raffigura una stretta di mano, segno di unione e di accoglienza.
Pensato anche per persone ipovedenti, il labirinto traduce in uno spazio contemporaneo l’idea del viaggio, della fatica del camminare e dell’ospitalità che da sempre accompagna i percorsi di pellegrinaggio.

1.

Le Cerchiate del Giardino di Boboli

Immagine dei tunnel verdi al Giardino di Boboli
Tunnel verdi al Giardino di Boboli - Credit: Shaun Merrit

A Boboli, l’idea del labirinto prende forma nei percorsi ombrosi delle Cerchiate, che accompagnano il Viale dei Cipressi tra gallerie vegetali e geometrie intrecciate.
Nate a partire dal 1612, quando presero forma anche il Viottolone, i labirinti e le ragnaie, queste strutture avevano in origine una funzione pratica, legata alla protezione delle piante. 
Oggi offrono invece uno degli angoli più suggestivi del giardino, dove il cammino si fa raccolto, silenzioso, quasi segreto. Le coperture di lecci intrecciati, insieme ad allori, viburni e filliree, costruiscono un paesaggio verde che invita a rallentare e a perdersi con piacere, tra ombra, bellezza e piccoli incontri con la fauna del parco.

Un tempo, però, Boboli custodiva anche veri e propri labirinti di verzura, disposti lungo il Viottolone in forme ellissoidali, circolari e ottagonali. 
Erano percorsi scenografici e simbolici, pensati come parte di un grande disegno barocco in cui natura, meraviglia e spettacolo si intrecciavano. 
Di quei dedali oggi resta soltanto il ricordo, insieme ad alcune radure erbose che ne segnano ancora la presenza: furono eliminati nella prima metà dell’Ottocento per far posto alla rampa delle carrozze voluta dal granduca Leopoldo.

 

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