La Via Francigena, l'antica strada che da Canterbury porta i pellegrini a Roma, entra nel nord della Toscana dal Passo della Cisa e termina a sud a Radicofani. Il tratto toscano della Francigena è un itinerario unico: 380 km di cammino tra storia, cultura e tradizioni, in un paesaggio emozionante, da percorrere anche in bicicletta o a cavallo.
Lungo tutto il percorso, oltre ai luoghi più noti - Lucca, Siena, San Gimignano, Bagno Vignoni - si incontrano altre meraviglie, passo dopo passo. Ecco una selezione di "perle" da ammirare!
Il Castello del Piagnaro sorge su una collina che domina il centro storico di Pontremoli. Fu eretto nell'XI secolo per controllare la rete di strade sottostanti e divenne parte integrante del sistema difensivo della città.
Oggi il Castello è aperto al pubblico ed è sede del Museo delle Statue Stele della Lunigiana.
Tappa 22: Passo della Cisa - Pontremoli
Il Duomo di Massa, noto anche come Cattedrale dei Santi Pietro e Francesco, vanta un'impressionante facciata ricostruita nel 1936, ma la sua storia risale al XV secolo. L'impatto visivo dell'edificio, man mano che ci si avvicina camminando lungo Via Dante Alighieri, è sorprendente: ne rimarrete affascinati!
Tappa 25: Sarzana - Massa
Conosciuto anche come Palazzo Rosso, il Palazzo Ducale di Massa è un sontuoso palazzo ricco di colonne, scale e portici, con decorazioni rigorosamente in marmo bianco. Fu costruito dalla famiglia Malaspina all'inizio del XVI secolo.
Oggi l'edificio ospita gli uffici della prefettura. Occasionalmente, la Sala degli Specchi e il Salone degli Svizzeri ospitano mostre temporanee.
Tappa 25: Sarzana - Massa
Secondo gli storici, le prime notizie di un ponte che consentiva il passaggio sul canale Usciana nella zona di Cappiano (nella zona di Firenze) risalgono al Medioevo. Nel corso degli anni, il ponte acquisì importanza e popolarità, grazie alla sua posizione strategica lungo la Via Francigena e, per un certo periodo, fu gestito dagli Ospitalieri di Altopascio. Nel 1325, durante i conflitti tra Firenze e Lucca, fu distrutto e poi ricostruito come ponte levatoio con torre fortificata.
Dopo ulteriori vicissitudini e ristrutturazioni nel corso dei secoli, la storia del Ponte a Cappiano cambiò sostanzialmente nella prima metà del XVI secolo per mano di Cosimo I de' Medici. Cosimo fece costruire sia il ponte coperto che quello scoperto, insieme ad altri edifici, e il complesso assunse la forma che conosciamo oggi.
Tappa 29: Altopascio - San Miniato
Sulla sommità della collina di San Miniato si erge la Rocca di Federico II, chiamata così in onore dell'imperatore che la fece costruire tra il 1217 e il 1223. Nel 1944 i tedeschi minarono la torre, radendola al suolo, e quella che vediamo oggi è una fedele ricostruzione.
Dalla cima della torre (alta ben 30 metri!), grazie anche a potenti telescopi, è possibile osservare il punto in cui la Via Francigena incontra la strada romana che da Pisa porta a Firenze.
Tappa 29: Altopascio - San Miniato
L'Abbazia di Santa Maria a Coneo è una chiesa romanica fondata intorno all'anno 1000, affiancata dagli edifici del monastero. L'edificio è splendidamente immerso nella campagna di Colle Val d'Elsa e merita sicuramente una visita.
Tappa 32: San Gimignano - Monteriggioni
La Grancia di Cuna a Monteroni d'Arbia rappresenta una delle strutture architettoniche più interessanti della Toscana, grazie alle sue dimensioni e ai caratteristici mattoni rossi, e un affascinante esempio di fattoria fortificata medievale.
Qui, nel 1152, è documentata la presenza di uno spedale per la cura di pellegrini e mercanti. All'inizio del XIII secolo le terre furono acquistate dalla città di Siena e dallo Spedale della Scala.
Tappa 34: Siena - Ponte d'Arbia
Il primo documento noto su San Quirico d'Orcia risale al 712 d.C. ed è un atto relativo a una disputa tra la diocesi di Siena e Arezzo per il possesso di alcune chiese, tra le quali figura la bella chiesa di San Quirico in Osenna. Secoli dopo, in quel punto esatto, venne edificata la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta.
Tappa 35: Ponte d'Arbia - San Quirico d'Orcia
Gli Horti Leonini furono creati intorno al 1581 su un terreno che Francesco I de' Medici aveva donato a Diomede Leoni.
I giardini hanno mantenuto fino ad oggi la struttura originale, costituendo un esempio di giardino tradizionale all'italiana.
Tappa 35: Ponte d'Arbia - San Quirico d'Orcia
Un giardino romantico ed esoterico di circa 2,5 ettari, costruito dalla famiglia Luchini a partire dalla fine dell'Ottocento. Sentieri, stagni, ponti e una piramide di pietra, perfettamente integrati tra sequoie, cedri, pini, cipressi, castagni e ciliegi selvatici.
Tappa 36: San Quirico d'Orcia - Radicofani