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Il Museo Archeologico di Artimino

Gli straordinari reperti delle necropoli etrusche di Artimino, Prato Rosello e di Comeana in un percorso museale tutto da scoprire

Carmignano

Il Museo Archeologico di Artimino ospita gli straordinari reperti delle necropoli etrusche di Artimino, Prato Rosello e di Comeana, in un percorso museale tutto da scoprire.

Inaugurato nel 1983, dal 2011 è stato notevolmente ampliato e trasferito dai sotterranei della Villa Medicea “la Ferdinanda” al Borgo di Artimino (ingresso da Pz. San Carlo), grazie alla sinergia del Comune di Carmignano  e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.  Il Museo si propone di illustrare la storia della città etrusca di Artimino e del suo territorio attraverso i reperti rinvenuti nel corso delle ricerche realizzate negli ultimi quaranta anni.  

Il percorso museale è organizzato su due piani e si apre con l’illustrazione dei reperti restituiti dal “mondi dei vivi”, ovvero dall’area fortificata di Pietramarina, dai diversi nuclei insediativi di Artimino identificati nel “Campo dei fagiani”, nell’area della Paggeria medicea e lungo il Viale Giovanni XXIII, con reperti che vanno dall’epoca orientalizzante alla prima età imperiale, e infine dalle strutture del culto.

Al “mondo dei morti” è dedicato il piano inferiore. L’esposizione prende avvio dalla tomba a pozzo del “Guerriero di Prato Rosello”, che, alla fine VIII-inizi VII secolo a.C., inaugura la grande stagione artiminese. Seguono i corredi delle altre tombe della necropoli di Prato Rosello,  per lo più di epoca orientalizzante: quello della tomba a camera del Tumulo B, quelli dei Tumuli D, H, Z, W, X, e altri oggetti dell’area del tumulo A, oltre al corredo del Tumulo C che comprende il notissimo incensiere di bucchero e la serie di balsamari.

Seguono gli spazi dedicati alla scultura funeraria di età arcaica, ai reperti dall’area di necropoli localizzata nel podere Grumolo, allo straordinario corredo da simposio di Grumaggio e alle urnette di età ellenistica.

Un ampio spazio è dedicato alla necropoli di Comeana, con il tumulo dei Boschetti e il grandioso tumulo di Montefortini con le sue due tombe che hanno accolto reperti pregiatissimi: due incensieri decorati a traforo e una serie di piatti e coppe su alto piede di bucchero, finemente decorati, una straordinaria coppa di vetro turchese e una eccezionale serie di oggetti d’avorio: placchette istoriate, pissidi, statuette femminili e maschili, animali a tuttotondo fantastici e reali, elementi a traforo.

I reperti e i monumenti che li hanno restituiti sono illustrati con filmati, pannelli, didascalie rigorosamente bilingui (italiano e inglese); le audioguide sono disponibili anche in tedesco (oltre che in italiano e in inglese).

Il Museo propone una serie di attività didattiche specificamente progettate per i ragazzi e per le famiglie, per facilitare l’incontro con il passato. In particolare l’obiettivo è quello di far conoscere la storia del territorio artiminese e dell’Etruria antica partendo dalle testimonianze che ci sono pervenute e da quelle esposte nel Museo, cercare di farla rivivere attraverso laboratori, giochi didattici come il “Gioco del Pegaso” appositamente progettato per il museo e visite guidate capaci di interessare e di stimolare l’apprendimento.

 
Incensiere in bucchero - L'incensiere di bucchero di Artimino (ovvero di ceramica fine, lucente, di colore nero, cotta in assenza di ossigeno), è composto da cinque elementi realizzati separatamente e collegati l'uno all'altro mediante un sistema di incastri e piccoli perni: un alto sostegno a tromba decorato a traforo e ad incisione, una vaschetta centrale a forma di navicella e due coppette laterali, che si innestano su un elemento orizzontale, tutti con ornati a stampigliature circolari impresse sull'argilla prima della cottura. La navicella riproduce un'imbarcazione di tipo etrusco-italico, con la chiglia distinta, il rostro di prua composto da tre elementi convergenti verso la punta e la voluta di poppa. È un oggetto di straordinaria fattura, realizzato a mano, senza l'uso del tornio, da una bottega del territorio fiorentino. Per la raffinata decorazione a traforo, che alleggerisce e slancia la forma, l'artigiano che ha realizzato l'incensiere si è probabilmente ispirato ai fregi che adornavano i finissimi oggetti di avorio e le uova di struzzo di cui facevano sfoggio i "principi" locali sepolti nel tumulo di Montefortini e nella tomba della Montagnola di Quinto Fiorentino. Attorno al sostegno è incisa un'iscrizione in alfabeto etrusco settentrionale, realizzata quando l'argilla era già indurita, ma non ancora cotta, che designa l'oggetto come parlante, destinato a Lartuza Kulenie ("io sono stato dedicato a Lartuza Kulenie") o, secondo un'altra interpretazione, fabbricato da Lartuza Kulenie: "mi zinaku LartOuzale Kulenniiesi". L'incensiere apparteneva al Tumulo C della necropoli di Prato Rosello, ed è stato rinvenuto nel corridoio d'ingresso della tomba.

Corredo di Grumaggio -Di notevole qualità e stato di conservazione, il corredo da simposio fu rinvenuto casualmente nel 1942 in una tomba il località Grumaggio, presso Poggio alla Malva. Ne fanno parte integrante un grande cratere decorato con personaggi legati al mondo di Dioniso dipinti a figure rosse, attribuito ad un artigiano operante nell'ambito del gruppo "Clusium - Volaterrae", databile intorno al 330-320 a.c. e il vasellame di bronzo per il simposio, comprendente una situla ad anse mobili ed una brocca (olpe) con dettagli raffinati, una teglia, un colino e gli attingitoi (kyathoi a rocchetto), in eccellente stato di conservazione.


Per maggiori informazioni su orari e biglietti:
www.parcoarcheologicocarmignano.it


Museo Archeologico di Artimino “F. Nicosia”
Piazza San Carlo n.3, fraz. Artimino
CARMIGNANO (PO)

Carmignano
Lungo la strada del vino e dei sapori pratesi
Il territorio comunale si estende fra le dolci colline del Montalbano pratese su una superficie di 38,59 Kmq ed una popolazione totale di 13.010 abitanti (2005). Oltre al capoluogo Carmignano, il territorio comprende le località di Artimino, Bacchereto, Comeana, La Serra, Poggio alla Malva, Santa Cristina a Mezzana, Seano e Verghereto. ...
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