Chiesa di Sant'Anna in Giolica - Prato
Luoghi di culto

Chiesa di Sant'Anna in Giolica

Prato

Il complesso fu convento eremitano, fondato nel 1269 dal pratese Brunetto de' Rossi. Quasi abbandonato dopo la peste del 1348, tornò agli Agostiniani, che lo ristrutturarono tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo. Il convento venne utilizzato come lazzaretto durante la peste del 1527-30 e quella del 1630-31. Dopo la soppressione fu acquistato (1811) dalle monache di S. Clemente, passando poi a Giovan Battista Mazzoni che vi sperimentò nel 1820-24 le prime moderne macchine per la filatura di cotone e lana.

La chiesa duecentesca, con paramento in alberese, fu ampliata nel 1502-4 con l'interessante transetto coronato da una cupoletta che richiama al Brunelleschi e al Sangallo (S. Maria delle Carceri). L'unitario interno, organico esempio di architettura rinascimentale con pianta a croce latina, ha cupoletta con lanternino, impostata su pennacchi all'incrocio dei bracci; questi sono coperti da volte a botte e segnati da una cornice trabeata in pietra. La parete di fondo, con scenografica sistemazione sei-settecentesca, ha al centro l'altar maggiore con una pala di Giovanni Stradano dalle calde tonalità: Sant'Anna, la Madonna col Bambino, e santi (1592), mentre in controfacciata restano vari affreschi trecenteschi della Madonna, due sante e Santa Caterina, e sugli altari laterali due pale di Pietro Santi Bambocci (1702). Per la festa di Sant'Anna, fino al Settecento, la preziosa reliquia della testa di quella santa, venerata a Prato dal primo Quattrocento, veniva portata con una solenne processione dal Duomo alla chiesetta.

Prato
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