Stia, Santa Maria delle Grazie
Photo ©Mariette

Stia

Alla scoperta del borgo medievale culla del celeberrimo ‘panno casentino’

Leggi la storia Stia su logo toscana ovunque bella Stia Tenaci come un ricciolo di Casentino Panno Casentino, Stia, Lanificio di Stia, Giovanni Sartori, Famiglia LombardLeggi la storia

Posto alla confluenza tra i fiumi Arno e Staggia, il centro storico di Stia si raccoglie attorno a un’agorà tutta fiancheggiata da portici, Piazza Tanucci. Sulla via che porta lo stesso nome si affaccia la bella Pieve di Santa Maria Assunta, uno degli edifici romanici più interessanti del Casentino. La sua costruzione risale al XII secolo. Della struttura originaria rimangono, all’esterno, soltanto i muri laterali. L’abside e la facciata furono ricostruite seguendo il gusto barocco nel XVIII secolo. Nel 1776 inoltre, con lo scopo di ingrandire la piazza, fu demolita la prima delle sette campate della chiesa e ricostruita l’attuale facciata. All’interno, tra le altre opere d’arte, si possono ammirare uno Stemma in terracotta policroma della famiglia Buonafede, opera della bottega di Andrea della Robbia; una bella Annunciazione di Maria e Santi, di Bicci di Lorenzo; e infine una notevole Vergine col Bambino e due Angeli della scuola di Cimabue o forse addirittura un’opera giovanile di Giotto. Altre tracce del lontano medioevo si possono ammirare nel Palagio Fiorentino, antica dimora dei Conti Guidi, che oggi ospita una interessante collezione di arte contemporanea.

Poco distante dall’abitato si possono visitare la maestosa torre di Castel Porciano, che domina l’intera valle nel primo tratto dell’Arno, e il Santuario di Santa Maria delle Grazie, completamente circondato da boschi. Costruito nel Quattrocento per ricordare il miracolo dell’apparizione della Madonna a monna Giovanna, il Santuario è un edificio di singolare eleganza. Linterno è a una sola navata coperta a volta, la chiesa è dotata di un profondo coro. Anche qui sono presenti notevoli terracotte di stile robbiano, tutte attribuite a Benedetto Buglioni. C’è inoltre, subito fuori dal tempio, un piccolo chiostro, disposto lungo due ordini di colonne dagli eleganti capitelli.

Stia è famosa per la produzione del panno casentino, un tempo tradizionale di questo piccolo centro. In passato questa produzione ha svolto un ruolo importante nell’economia locale, mentre oggi il lanificio che venne costruito proprio per questa ragione e tante volte ampliato e oggi sede dellinteressante Museo dell’Arte della Lana.

Il borgo è anche noto perché a partire dal 1976 si tiene qui la Biennale Europea d’Arte Fabbrile, alla quale si è successivamente aggiunto anche il Campionato del mondo di forgiatura, in cui si confrontano i più abili fabbri del mondo, ponendo al contempo il meglio della tradizione artigianale di cui sono maestri.

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