Casentino

Itinerario tra pievi e castelli nei borghi medievali del Casentino

Lungo le vie di romei, cavalieri e viandanti

L’itinerario proposto vi accompagnerà lungo vie percorse anticamente da romei, cavalieri, semplici viandanti, personaggi illustri in Casentino alla ricerca di fede e di culture nuove. Castelli e borghi fortificati ne sono testimonianza diretta del loro passaggio, pievi millenarie, abbazie e monasteri che conservano tracce e vestigia di quel mondo medievale che ancora oggi affascina e incuriosisce. Il Casentino è questo, un’ampia valle racchiusa ad ovest dai rilievi del Pratomagno che la separano dal Valdarno e ad est, dalla catena dell’Alpe di Catenaia, dai monti della Verna che la separano dalla Valtiberina, interamente attraversata dal corso dell’Arno.
Pratovecchio
Pratovecchio
Stia, Santa Maria delle Grazie - Credit: Mariette
Da Arezzo si procede fino a Rassina. Qui si consiglia una breve deviazione per visitare la pieve di Sant'Antonino a Socana, uno degli esempi più straordinari di continuità di culto: gli etruschi prima, i romani dopo e i cristiani poi eressero lì il loro luogo di culto.
 
Si prosegue fino a Bibbiena, da dove, attraversato il centro, s'imbocca a sinistra la strada della Consuma fino a Poppi. Da lontano si scorge il castello medievale dei Conti Guidi. Il progetto è attribuito a Lapo di Cambio, con interventi più tardi di un architetto locale Jacopo Turriani, un gioiello di architettura civile e militare del luogo.

Da visitare anche il centro storico con la via centrale, via Cavour, fiancheggiata da portici. L'inizio e la fine della ruga maestra sono segnati da due edifici religiosi: l'Oratorio della Madonna del Morbo, elegante esempio di architettura barocca (XVII sec.) e l'abbazia vallombrosana di San Fedele (fine XII sec.).
 
Continuando fino al bivio di Campaldino e proseguendo sulla destra, s'imbocca la strada del Bidente fino a Pratovecchio. Cuore del centro storico è la piazza Paolo Uccello, dedicata al grande pittore rinascimentale. Notevoli sono anche il convento delle monache camaldolesi fondato dai Conti Guidi nel XII sec., il monastero delle monache domenicane di Santa Maria della Neve (XVI sec.) con l'annessa chiesa e la Propositura con dipinti del '600.
 
Da Pratovecchio una strada collinare conduce al castello di Romena, imponente roccaforte dei Conti Guidi. Da qui una stradina conduce ad uno dei più maestosi edifici romanici del Casentino, la pieve di San Pietro a Romena, del XII sec., il cui interno, di tre navate, presenta colonne monolitiche con capitelli ornati di sculture di foglie e figure, ricche di simboli e significati a volte misteriosi.
Castello di Porciano - Credit: castellodiporciano.com
Da Romena si percorre a ritroso la strada fino a Stia. Il ponte sul fiume Staggia dà accesso al centro storico, con la sua piazza arricchita da portici, resti di edifici medievali e dalla facciata rimaneggiata della pieve romanica di Santa Maria Assunta. L'edificio del XII sec. ha al suo interno notevoli opere d'arte e un'architettura sobria, a tre navate scandite da colonne e capitelli ornati con figure umane e animali.
 
A qualche chilometro da Stia, una strada lungo la collina conduce al castello di Porciano (XI sec.), una delle prime residenze dei Conti Guidi, attorno a cui si raccoglie il minuscolo borgo di Porciano. Dell'antico maniero oggi rimane solo la torre e parte delle mura.
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Francigena e vie della fede