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Area archeologica di Fiesole
Photo ©Enrico Caracciolo

Da Fiesole a Firenze alla scoperta di testimonianze etrusche

Dal Museo archeologico di Fiesole a quello di Firenze, tutti i reperti dell'antico popolo etrusco

Firenze, non è solo culla del Rinascimento, la città custodisce tracce di una storia ancora più antica, risalente agli Etruschi, insediati sul luogo dove sorge tutt'ora la città fino dal periodo villanoviano, in particolare nel quartiere di Costa San Giorgio. Una necropoli villanoviana fu scoperta, all'inizio del secolo scorso, presso Piazza della Repubblica.

Il polo culturale ed industriale etrusco dell'agro fiorentino fu, però, Fiesole: centro etrusco e poi romano sulla media valle dell'Arno, posto su due colline che formano una sella, in un luogo abitato fin dal neolitico, favorevole per il controllo delle vie di transito nella pianura dell'Arno, per lo sfruttamento del circondario ricco di boschi e terreni coltivabili e per la presenza di cave di pietra serena.

Questo breve itinerario ripercorre l’antica storia del misterioso popolo etrusco intorno al capoluogo toscano.

Prima tappa
Fiesole e l'area archeologica
Fiesole etrusca
Fiesole etrusca - Credit: Courtesy of Fiesole Municipality

Si parte da Fiesole, dal Museo e area archeologica della città, dove si trova la ricostruzione dell'entrata di una tomba etrusca, insieme ai resti del teatro romano e del complesso termale. Lasciata la zona delle terme costeggiamo (verso ovest) le mura etrusche alte fino a 4,80 metri con conci di pietra di grossa taglia. In un tratto delle mura si possono riconoscere i resti di una porta o di una torre; proseguendo verso il tempio si incontrano le riproduzioni di due are, di cui una etrusca. Il tempio romano (su podio e con una monumentale scalinata di accesso) si imposta sul più antico tempio etrusco di cui è ancora visibile la pianta a cella unica con ali laterali e probabilmente dedicato ad una divinità guaritrice (sono stati rinvenuti numerosi ex voto raffiguranti parti del corpo guarite), frammenti della decorazione fittile del frontone sono presenti nel Museo, adibito nell'edificio a forma di tempietto ionico all'interno dell'area archeologica. Tra i numerosi reperti qui raccolti, dalla più antica età del bronzo all'epoca romana, segnaliamo: steli (una in particolare con scene di banchetto), bronzetti, i resti degli elementi architettonici del frontone del tempio, ex voto in bronzo raffiguranti parti anatomiche. Usciti dal Museo, torniamo in piazza Mino, costeggiamo il duomo (XI secolo) e saliamo verso S. Francesco attraverso l'omonima via, costeggiando il Palazzo Vescovile, giunti in cima potremo ammirare uno stupendo panorama di Firenze.

Seconda tappa
Firenze e il Museo Archeologico Nazionale
La Chimera di Arezzo conservata al Museo archeologico di Firenze
La Chimera di Arezzo conservata al Museo archeologico di Firenze - Credit: Museo Archeologico di Firenze

Scendendo per la panoramica Via San Domenico, si arriva a Firenze. Qui il Museo archeologico nazionale è ospitato nel seicentesco Palazzo della Crocetta, in piazza Santissima Annunziata e raccoglie numerosi reperti etruschi di grande valore provenienti da tutta la Toscana. Ospita anche una sezione dedicata alla ceramiche attiche frequentemente rinvenute nelle tombe etrusche e una cospicua sezione Egizia, seconda per importanza solo al Museo Egizio di Torino.

Terminata la visita del Museo Archeologico possiamo proseguire per una passeggiata attraverso il centro storico della città. Da piazza Santissima Annunziata, progettata insieme all'Ospedale degli Innocenti da Brunelleschi, attraverso Via dei Servi, arriviamo nella zona laterale dell'abside del Duomo di Santa Maria del Fiore. Siete nel centro religioso di Firenze ed anche di fronte ad alcuni degli edifici più significativi dell'intera città: il Duomo, il Battistero e il Campanile di Giotto.

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